Trofei di caccia: presentata la prima proposta di legge italiana per vietarne l’esportazione e l’importazione

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È stata appena presentata la prima proposta di legge per fermare il commercio sanguinario dei trofei di caccia nel nostro Paese

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Se ne parla decisamente troppo poco, ma negli ultimi 5 anni l’Italia ha importato oltre 400 trofei di caccia di animali protetti a livello internazionale. Un business crudele e folle che sta dando il colpo di grazia a numerose specie a rischio estinzione. Sembra assurdo, ma ancora oggi importare ed esportare parti di elefanti, ippopotami ed altri animali è legale nel nostro Paese. Ma è giunto il momento di fare un passo avanti per diventare un Paese più civile. Proprio in queste ore è stata presentata alla Camera dei Deputati la prima proposta di legge per vietare l’importazione, esportazione e riesportazione dei trofei di caccia di animali protetti.

“Un passo cruciale per fermare il coinvolgimento dell’Italia in questa pratica anacronistica e crudele che mette a rischio la sopravvivenza di molte specie selvatiche” commentano gli onorevoli Vittorio Ferraresi (M5S) e Francesca Flati (M5S), firmatari della proposta di legge, fortemente sostenuta anche da Humane Society International Italia, che da tempo porta avanti una battaglia contro la caccia ai trofei.

Si tratta della prima iniziativa legislativa sulla tematica, che potrebbe far diventare l’Italia un Paese leader per la protezione della biodiversità e la conservazione sostenibile della fauna selvatica. La proposta è stata elaborata a seguito della pubblicazione del report del 2021 di Humane Society Europe, dal titolo “I numeri della caccia al trofeo: Il ruolo dell’Unione europea nella caccia al trofeo a livello mondiale”, da cui sono emerse le pesanti responsabilità dell’Italia.

Cosa prevede la proposta di legge

La proposta di legge appena presentata prevede:
• il divieto di importazione, esportazione e ri-esportazione da e per l’Italia dei trofei di caccia di specie protette ai sensi della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES);
• una pena, in caso di violazione del divieto, con l’arresto fino a tre anni e un’ammenda fino a 200.000 euro e 300.000 euro in casi di recidiva, nonché la confisca dei trofei di caccia che, sentita la Commissione CITES, saranno distrutti o utilizzati a fini didattici.

Cos’è la caccia ai trofei e il ruolo dell’Italia

Per trofei si intendono animali interi o parti di essi come la testa o la pelle che i cacciatori conservano come souvenir per esibire i loro successi durante le battute di caccia. Si tratta di una pratica disumana, ma purtroppo ritenuta legale in gran parte del mondo e sostenuta da varie organizzazioni come il noto Safari Club International. Oltre al rischio per la conservazione di numerose specie, la caccia ai trofei non ha alcuna rilevanza per il sostegno alle comunità locali, visto che i cacciatori pagano cifre da capogiro per uccidere gli animali più rari e imponenti e, come rivelato da alcuni studi, soltanto il 3% delle entrate ricavate da questa attività viene destinato ai residenti locali.

Ma qual è il ruolo giocato dall’Europa in questo business sanguinario? Come indicato dai dati forniti da Humane Society International, dal 2014 al 2018 l’UE ha importato quasi 15.000 trofei di caccia di 73 specie protette a livello internazionale. Per quanto riguarda il nostro Paese, i numeri sono desolanti: sono ben 437 i trofei di caccia (di leoni, elefanti africani e rinoceronti neri a rischio estinzione) importati tra il 2014 e il 2020.

Nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018 l’Italia è risultata il primo importatore UE di trofei di ippopotamo (145), il quarto di trofei di leone africano di origine selvatica e il quinto di elefante africano. Neanche l’emergenza Covid ha fermato questo commercio barbaro. Nel biennio 2019-2020 l’Italia ha importato 105 trofei di caccia di 13 differenti specie di mammiferi protette dalla CITES.

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Fermiamo il commercio di caccia ai trofei in Italia!

Non è più ammissibile continuare ad accettare che nel nostro Paese vengano importati ed esportati trofei di caccia, soprattutto adesso che si parla tanto di transizione ecologica. Gli italiani stanno finalmente prendendo consapevolezza di questo fenomeno. Secondo i risultati di un recente sondaggio commissionato da HSI Europe a Savanta ComRes, l’86% dei cittadini italiani intervistati è contrario alla caccia al trofeo di tutti gli animali selvatici, mentre il 74% è a favore di un divieto di importazione di trofei di caccia nel nostro Paese. Inoltre, la petizione #NotInMyWorld lanciata da HSI in Italia ha già raccolto più di 40.000 firme in tutta Italia. La speranza è che la proposta di legge presentata oggi possa essere l’inizio di una nuova era.

Con questa proposta di legge diamo all’Italia la possibilità di schierarsi dalla parte della fauna selvatica e della sua reale tutela, azzerando il numero di animali protetti cacciati per divertimento, mercificati e importati quali macabri trofei in Italia, per poter essere appesi sopra un caminetto, come motivo di vanto. – conclude Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International – Si tratta di un passo che incontra il favore degli italiani, contrari a questa pratica elitaria e fuori dal tempo che non ha nulla a che vedere con la conservazione delle specie e della biodiversità.

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Fonte: Humane Society International Italia

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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