Trasporto di animali vivi: telecamere contro i viaggi dell’orrore, finalmente l’Ue si muove

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La Commissione Anit chiede regole più ferree e l'installazione di telecamere sui mezzi per tutelare gli animali durante il trasporto

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Le norme europee sul trasporto di animali sono obsolete, poco chiare e troppo spesso violate. Da tempo numerose associazioni animaliste denunciano i viaggi massacranti, che sono costretti ad affrontare ogni anno mucche, vitelli ed altri esemplari sfruttati e trattati come merce. Ma adesso a ribadirlo è la relazione pubblicata dall’ANIT, la Commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto che era stata istituita nel giugno del 2020 dal Parlamento europeo per indagare sulle presunte violazioni delle norme UE. 

Con una maggioranza di 30 voti favorevoli, 0 contrari e 1 astensione, ieri l’ANIT ha approvato il suo report, in cui si chiede l’introduzione di regole più ferree per tutelare gli animali. Per elaborare il documento i deputati hanno raccolto (nell’arco di 18 mesi) una serie di informazioni sulla violazione del benessere animale – tra cui il sovraffollamento sui mezzi, la carenza di spazio, cibo e acqua per il bestiame -, rivolgendosi a cittadini e ONG. 

Tra le novità più importanti c’è la richiesta dell’uso di telecamere a circuito chiuso sui mezzi di trasporto, in particolare per documentare le operazioni di carico e scarico. Vediamo nel dettaglio tutte le raccomandazioni dell’ANIT, che andranno vaglio dell’assemblea nel corso della Plenaria del prossimo gennaio.

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Le raccomandazioni dell’ANIT

Sulla base dei risultati ottenuti, i deputati della Commissione ANIT hanno approvato una serie di importanti raccomandazioni rivolte alla Commissione europea e agli Stati membri dell’UE. 

Telecamere a circuito chiuso sui mezzi e temperature adeguate 

Nel report dell’ANIT si fa una richiesta ben precisa, ovvero l’installazione di telecamere a circuito chiuso sui mezzi di trasporto, in particolare per garantire maggiore trasparenza sulle operazioni di carico e scarico e tutelare gli operatori che rispettano le regole. Inoltre, si richiede alle autorità dei vari Paesi UE di approvare i piani di viaggio degli animali soltanto se sul veicolo la temperatura è compresa tra 5ºC e 30ºC e l’introduzione di dispositivi che monitorano anche il tasso di umidità e di ammoniaca. 

Divieto di trasportare animali troppo giovani

Un altro importante punto su cui si sofferma il documento dell’ANIT è l’età degli esemplari trasportati. A tal proposito la Commissione ANIT chiede di vietare il trasporto di animali molto giovani, di età inferiore a 35 giorni. 

“Il trasporto di animali non svezzati di età superiore ai 35 giorni dovrebbe essere evitato e consentito solo nei casi in cui il viaggio sia inferiore alle due ore” aggiungono.

Limiti all’esportazione di animali in Paesi extra UE

“Non esiste un sistema di controllo in atto per il trasporto di animali verso paesi extra UE” spiegano i deputati. Per salvaguardare il benessere degli animali, i membri dell’ANIT esigono che gli Stati membri ispezionino tutte le spedizioni verso Paesi che non fanno parte dell’Unione europea per accertare che gli animali abbiano accesso ad acqua, cibo e abbiano spazio a sufficienza sui veicoli. Secondo l’ANIT, l’esportazione di animali vivi dovrebbe essere approvata soltanto se è conforme agli standard europei sul benessere animale.

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Fonte: ANIT

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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