Stop all’importazione e all’esportazione dei trofei di caccia! L’Italia non può più rimandare

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Depositato emendamento alla Legge di Bilancio per vietare l’importazione e l'esportazione dei trofei di caccia in Italia

Nel silenzio generale negli ultimi 5 anni l’Italia ha importato oltre 400 trofei di caccia di animali protetti a livello internazionale. E a livello europeo, il nostro Paese è il primo importatore di trofei di ippopotami e il quarto importatore di trofei di leoni africani. Dei primati che non ci fanno per niente onore. È giunto il momento di mettere la parola fine a questa pratica barbara, che mette a rischio la sopravvivenza di troppe specie protette. Adesso a chiederlo è un nuovo emendamento alla Legge di Bilancio 2022, presentato dall’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali.

I punti principali del testo sono: il divieto di importazione, esportazione e riesportazione di trofei di caccia per e dal territorio italiano e lo stanziamento di fondi destinati alla formazione e all’addestramento delle forze di polizia. 

In caso di violazione del divieto, per il trasgressore è previsto l’arresto fino a due anni e sanzioni fino a 200.000 euro, oltre alla confisca dei trofei di caccia che, sentita la Commissione CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), saranno distrutti o utilizzati a fini didattici. Inoltre, l’emendamento prevede lo stanziamento di 100.000 euro per la formazione delle forze di polizia, impegnate nella lotta al commercio illegale e al controllo del commercio internazionale e della detenzione di specie di fauna e flora minacciate di estinzione protette dalla CITES.

Leggi anche: Dentro l’orrore dell’industria l’industria spietata della caccia ai trofei e dei leoni allevati in scatola per poi essere uccisi

Cos’è la caccia ai trofei 

Di caccia ai trofei se ne parla ancora troppo poco, nonostante sia una pratica molto diffusa nel mondo. Per trofei si intendono animali interi o parti di essi come la testa o la pelle che i cacciatori conservano come souvenir per esibire i loro successi durante le battute di caccia. 

Si tratta di una attività estremamente crudele, ma purtroppo ritenuta legale in gran parte del mondo e sostenuta da varie organizzazioni come il Safari Club International. Oltre al rischio per la conservazione di numerose specie, la caccia ai trofei non ha alcuna rilevanza per il sostegno alle comunità locali. I cacciatori, infatti, pagano cifre da capogiro per uccidere gli animali più rari e imponenti e, come rivelato da alcuni studi, soltanto il 3% delle entrate ricavate da questa attività viene destinato ai residenti locali. 

I cacciatori di trofei uccidono per divertimento molte migliaia di animali selvatici in tutto il mondo, comprese le specie in via di estinzione o minacciate, e l’Italia è una destinazione importante per questi trofei. – spiega Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International (HSI), organizzazione che da tempo si batte per l’abolizione di questa pratica e che di recente ha lanciato anche una petizione – Oltre alla crudeltà, mentre il mondo sta affrontando una crisi della biodiversità, è irresponsabile consentire alle élite ricche di sparare alle specie in pericolo per puro piacere. Un divieto d’importazione dei trofei in più paesi dell’UE aiuterebbe efficacemente a fermare l’uccisione di questi animali. Per questo stiamo lavorando affinché l’Italia introduca un divieto di importazione, esportazione e riesportazione dei trofei di caccia.

Il ruolo dell’Italia

La caccia ai trofei è nata a seguito della colonizzazione europea in Africa, America e Asia nel XIX secolo. Oggi l’Unione europea è il secondo importatore al mondo di trofei (dopo gli Stati Uniti): in testa classifica troviamo Germania, Spagna e Danimarca. Tra il 2014 e il 2018 l’UE ha importato quasi 15.000 trofei di caccia di 73 specie protette a livello internazionale, diventando così il secondo importatore di trofei di caccia al mondo dopo gli Stati Uniti. 

Come anticipato, anche il nostro Paese si è macchiato le mani più volte, importando 437 trofei di caccia (di leoni, elefanti africani e rinoceronti neri a rischio estinzione) tra il 2014 e il 2020. E soltanto qualche giorno fa i unzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno scoperto e sequestrato, nel porto di Napoli, due zanne di elefante nascosta in una spedizione diretta verso le Filippine. 

Purtroppo in Italia l’importazione dei trofei di caccia è tuttora legale, nonostante un recente sondaggio – commissionato da HSI/Europe a Savanta ComrRes – abbia dimostrato che l’86% degli italiani intervistati è contrario alla caccia al trofeo di tutti gli animali selvatici, mentre il 74% si è detto a favore di un divieto di importazione di trofei di caccia nel nostro Paese.

Quanto dobbiamo attendere ancora prima di vietare per legge questa pratica cruenta e retaggio di un passato coloniale (che dovrebbe essere ormai superato da tempo)?

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Fonte: Humane Society International

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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