Le scimmie mascherate di Jakarta ritrovano la liberta’ (FOTO e VIDEO)

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Possono avere facce di bambole, ma i soggetti dietro queste maschere sono vivi. Vittime sofferenti di abusi, umiliazioni e offese. Sono le scimmie mascherate di Jakarta, in Indonesia, costrette ad esibirsi con indosso maschere e abiti umani per racimolare denaro dal pubblico della strada. Ma per alcune di loro ora è possibile tornare alla libertà.

Vittime sofferenti di abusi, umiliazioni e offese. Sono le scimmie mascherate di Jakarta, in Indonesia, costrette ad esibirsi con indosso maschere e abiti umani per racimolare denaro dal pubblico della strada. Ma per alcune di loro ora è possibile tornare alla libertà.

L’amministrazione comunale della capitale indonesiana stanno per rilasciare una decina di ex scimmie mascherate, salvate lo scorso anno e sottoposte a un duro e faticoso percorso di recupero. Il governatore Joko “Jokowi” Widodo ha fatto sapere che avrebbe personalmente rilasciato le scimmie, la maggior parte delle quali è stata trovata affetta da tubercolosi ed epatite.

Il capo dell’agenzia affari marittimi e agricoltura di Jakarta, Ipih Ruyani, aggiunge che ben 67 scimmie delle 83 salvate in tutto dalla strada nel 2013 saranno liberate. Verranno rilasciate sulle isole di Tikus, Damar e Bokor appena le condizioni saranno buone. Le ultime 16 scimmie, invece, stanno ancora ricevendo il trattamento per la tubercolosi.

scimmie liberate

Ora le autorità mirano a gli spettacoli con le scimmie mascherate, finalmente considerati come una forma di maltrattamento degli animali. Secondo Jakarta Animal Aid Network (JAAN), la maggior parte delle scimmie utilizzate per questi spettacoli sono state torturate per renderle obbedienti.

Possono avere facce di bambole, ma i soggetti dietro queste maschere sono vivi. In una serie chiamata ‘A Kind of You‘ il fotografo finlandese Perttu Saksa documenta il mondo inquietante delle scimmie di strada di Jakarta, portate in giro con guinzagli a catena e addestrate a camminare sulle zampe posteriori, indossare abiti e cappelli da cowboy e andare in bicicletta. La loro condizione di schiavi è resa ancora più deplorevole da quei volti inquietantemente umanoidi.

“La cultura moderna della città ha trasformato l’antica tradizione in un atto misterioso e inquietante di teatro di strada crudele in cui gli animali diventano qualcos’altro, mai in grado di raggiungere le nostre aspettative”, spiega il fotografo sul suo sito web.

Clicca qui per firmare la petizione.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.

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