Il condor della California, a rischio di estinzione, può riprodursi in maniera asessuata

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La riproduzione asessuata osservata in alcuni esemplari di condor nati in cattività crea nuove speranze sul futuro della specie

Lite tra elefanti

La riproduzione asessuata osservata in alcuni esemplari di condor nati in cattività crea nuove speranze sul futuro della specie

Due condor della California sono nati in cattività da uova non fecondate e questo suggerisce che la specie a rischio di estinzione è in grado di riprodursi in modo asessuato, secondo un nuovo studio. La scoperta è stata fatta da un team di ricercatori dello Zoo di San Diego: controllando i campioni biologici di due pulcini di condor, i ricercatori hanno scoperto che il loro corredo genetico era interamente connesso alla madre, mentre non c’erano tracce del corredo genetico del padre. 

Il processo di nascita del condor è noto come partenogenesi: in pratica, un embrione non fecondato da sperma maschile continua a svilupparsi, sfruttando unicamente il corredo genetico della madre. Animali come il drago di Komodo o le stelle marine possono riprodursi attraverso questo processo, che tuttavia è molto raro fra gli uccelli: piccioni e tacchini sono fra gli animali in grado di farlo. Ciò che rende questa scoperta ancor più sorprendente è il fatto che le femmine del condor sono in grado di accoppiarsi con un partner.

I due piccoli condor hanno solo il corredo genetico della madre, ma sono stati visti entrambi anche in compagnia di un maschio fertile (che, evidentemente, non ha contribuito alla loro nascita). Un’unica madre ha dato origine a 11 pulcini, mentre un’altra a 23 piccoli in venti anni con lo stesso partner, ma le autorità dello zoo assicurano che la seconda femmina si è riprodotta anche in maniera asessuata.

Riteniamo che questa scoperta possa rappresentare il primo esempio di una partenogenesi aviaria facoltativa nelle specie di uccelli selvatici, in un ambiente in cui maschi e femmine convivono – ha spiegato Cynthia Steiner, coautrice dello studio.

Con un’apertura alare di quasi tre metri, i condor della California sono le specie di uccelli volanti più grandi del Nord America. Un tempo si estendevano lungo tutta la costa occidentale del continente, ma alla fine degli anni ’80 gli esemplari della specie ancora in vita erano solo 22, per questo il governo statunitense ha deciso di catturarli e proteggerli negli zoo per favorirne la riproduzione in cattività.

Dopo questo intervento, attualmente si contano circa 160 animali nati allo zoo di San Diego e al Safari Park. Purtroppo la vita in uno zoo non è adeguata ad animali selvatici come i condor, che hanno bisogno di spazio per vivere e volare: certamente la cattività li ha salvati dall’estinzione, ma li ha privati al contempo della loro libertà.

I due condor nati in modo asessuato non hanno vissuto una vita molto lunga – uno è morto a due anni e l’altro a otto, mentre l’aspettativa di vita della specie arriva a sessant’anni, tuttavia gli scienziati si chiedono se altre specie siano in grado di replicare questo processo riproduttivo e se questo possa portare nuova vita alle popolazioni aviarie in via di estinzione. 

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Fonte: Journal of Hereditary

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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