Anche i baby pipistrelli ‘lallano’ come i nostri neonati. Lo studio

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

I piccoli mammiferi volanti ripeterebbero vocalizzazioni per imparare il ‘linguaggio’ che gli servirà nell’età adulta

Quanta frutta e verdura dobbiamo mangiare ogni giorno?

I piccoli mammiferi volanti ripeterebbero vocalizzazioni per imparare il ‘linguaggio’ che gli servirà nell’età adulta.

I pipistrelli sviluppano le loro abilità vocali lallando in modo simile ai neonati umani – una scoperta che potrebbe aprire nuove strade sugli studi riguardanti lo sviluppo del linguaggio nei mammiferi. La lallazione è un fenomeno che possiamo osservare nei bambini molto piccoli che stanno imparando a parlare: si tratta di ripetere sillabe semplici (per esempio lalala o bababa) più volte, non per comunicare qualche pensiero ma semplicemente per sviluppare l’abilità ad articolare questi suoni.

Anche se ci sono milioni di percorsi evolutivi diversi fra uomini e pipistrelli, è sorprendente vedere che una pratica così simile conduca allo stesso risultato, ovvero imparare un repertorio linguistico – spiega Ahana Fernandez, coautrice dello studio.

I pipistrelli rappresentano il primo esempio di mammiferi che lallano che non sono primati: come gli umani, anche questi mammiferi hanno bisogno di ‘allenarsi’ al linguaggio per avere uno stretto controllo sul loro apparato vocale – da cui dipende la loro capacità di percepire gli ostacoli e procacciarsi cibo, nonché di comunicare con i loro simili durante i rituali di accoppiamento e di riproduzione.

Per comprendere meglio come funziona il meccanismo di apprendimento linguistico nei cuccioli di pipistrello, i ricercatori hanno osservato e registrato 216 lallazioni di 20 pipistrelli selvatici fra Costa Rica e Panama: per cogliere gli ultrasuoni emessi dagli animali hanno utilizzato speciali sonde, con le quali hanno identificato 25 ‘sillabe’ diverse appartenenti al repertorio vocale degli animali adulti. I suoni raccolti sono stati poi convertiti in spettrogrammi che mostrano il tono e l’intensità del suono nel tempo: questo ha permesso di isolare otto caratteristiche principali comuni anche alla lallazione dei neonati – come la ripetizione delle sillabe e il ritmo del suono.

Sorprendentemente, sia i maschi che le femmine della specie hanno imparato e riprodotto le ‘sillabe’ che hanno poi messo in uso nell’età adulta: le femmine, in particolare, hanno usato i suoni appresi durante l’infanzia per la scelta del partner.

Il processo di lallazione nei pipistrelli è stato scoperto casualmente 17 anni fa da una ricercatrice tedesca che ha osservato questi mammiferi per una tesi di laurea. Tuttavia, fino a pochi anni fa gli scienziati erano scettici e ritenevano fosse improbabile si trattasse di vere e proprie ‘sillabe’ simili a quelle pronunciate dai neonati umani. Ora questo nuovo studio non lascia più dubbi sulla natura di questo processo di apprendimento del linguaggio.

Seguici su Telegram Instagram Facebook TikTok Youtube

Fonte: Science Magazine

Ti consigliamo anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook