L’orso M57 lascia il Casteller di Trento, ma purtroppo non tornerà in libertà

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Dopo un anno e mezzo di prigionia al Casteller, l'orso M57 è stato trasferito in Ungheria ma non verrà rimesso in libertà

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Avevamo sperato che raggiungesse l’agognata libertà, ma purtroppo quello che riguarda l’orso M57 non è un vero lieto fine. L’animale di quasi 4 anni, catturato dopo aver di aver aggredito un giovane carabiniere nell’estate del 2020, ha lasciato il Casteller di Trento per essere trasferito in Ungheria. M57, però, non verrà liberato come si auguravano in tanti (compresi noi). L’animale sarà costretto a trascorrere la sua esistenza all’interno di un parco per orsi e lupi, che si trova nella città di Veresegyhaz, non lontano da Budapest.

Il nuovo carcere, dove sarà costretto a scontare l’ergastolo inflittogli dalla giunta Fugatti, è una sorta di zoo dove gli animali sono esposti alla curiosità del pubblico pagante che può addirittura acquistare miele per attirare gli orsi oppure assistere ai pasti dei lupi – spiega la LAV (Lega Anti Vivisezione) – Insomma un luogo dove gli animali, privati della loro dignità, sono sfruttati, esibiti e sottomessi al dominio dell’essere umano.

Ad annunciare la notizia del trasferimento dell’orso M57 l’ufficio stampa dalla Provincia autonoma di Trento, che spiega che ieri mattina si sono svolte le operazioni logistiche. Già la scorsa estate referenti ungheresi avevano compiuto un sopralluogo a Trento per verificare la possibilità di ospitare M57 nella loro struttura, dove gli animali sono costretti a vivere all’interno di recinti.

Una storia senza lieto fine

La vicenda che vede protagonista M57 è un caso esemplare (uno dei tanti) che ha dimostrato l’inadeguatezza della Provincia di Trento nel garantire la sicurezza sia degli orsi che dei cittadini.

Come ricorda la LAV, M57 è un orso abituato a frequentare le aree urbane dalla Provincia di Trento, responsabile di non aver dotato la zona di efficaci cassonetti anti-orso. Infatti, dopo poche ore dall’incidente con il giovane carabiniere, l’orso è stato catturato proprio mentre rovistava nei cassonetti dell’umido del paese di Andalo. Ma in realtà la dinamica dell’attacco da parte dell’orso non è mai stata approfondita.

Non è stato infatti appurato come mai la persona che accompagnava l’aggredito, sia riuscita a mettersi in sicurezza senza alcun problema, tanto da far pensare che la vittima avesse voluto scattare alcune foto all’animale, e che per questo avesse indugiato alla sua presenza, provocandone la reazione” – sottolinea la LAV – Il trasferimento di M57 in un’altra struttura non diventi ora un pretesto perché la Provincia di Trento catturi altri orsi, bensì un monito perché si proceda con rapidità alla messa in sicurezza dei cassonetti entro il prossimo anno, prima della nuova stagione turistica, così come indicato da ISPRA e MUSE nel loro rapporto di gennaio 2021. Solo così facendo sarà possibile contribuire attivamente alla sicurezza e alla convivenza pacifica tra uomo e orsi.

Per M57 avevamo immaginato un finale diverso. Invece all’orso è toccato un destino non molto diverso da quello dell’orsa DJ3, trasferita in un parco zoo in Germania dopo 10 lunghissimi anni trascorsi nella “prigione” del Casteller. Che tristezza infinita…

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Fonti: Provincia di Trento/LAV

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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