L’orso da 20 anni prigioniero in una gabbia davanti al ristorante ucraino

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Salviamo Vova, l'orso rinchiuso da 20 anni una piccola gabbia di cemento all'esterno di un ristorante in Ucraina

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Per circa 20 anni non ha sperimentato altro che il freddo e il cemento sotto le sue zampe. È l’angosciante storia di Vova, un orso tenuto prigioniero in una triste gabbia (di appena 4 metri x 4) all’esterno di un ristorante in Ucraina. Da quasi due decenni è rimasto lì, come se fosse un fenomeno da baraccone. Il suo scopo? Incuriosire le persone e, quindi, attirare più clienti nel locale.

I suoi occhi implorano pietà, ma continua ad essere condannato ad un’esistenza indegna, lontano dal suo habitat e dai suoi simili. Ad accendere i riflettori sulla sua storia è l’organizzazione internazionale Four Paws, che da tempo si batte per la sua liberazione.

Nel novembre de 2021 la legge ucraina ha vietato di tenere gli orsi vicino ai ristoranti. Dopo questo annuncio, abbiamo contattato direttamente le autorità responsabili, spiegando che ci saremmo occupati di Vova portandolo nel santuario per orsi di Domazhyr – spiegano gli attivisti – Sebbene la detenzione di Vova stia chiaramente violando le leggi nazionali e avrebbe dovuto essere ordinata una confisca, il tribunale ha archiviato il suo caso. Senza una confisca di Vova ordinata dal tribunale, non possiamo salvarlo. Tutti gli orsi che condividono la stessa sorte di Vova potrebbero rischiare la stessa fine, poiché l’inerzia delle autorità Khmelnitsky, l’autorità responsabile del caso di Vova, invierebbe un segnale negativo ad altre autorità locali.

Salviamo Vova dal suo crudele destino!

Per salvare il povero orso l’organizzazione Four Paws sta invitando tutti ad unirsi all’appello rivolto al Ministero dell’Ecologia e delle Risorse Naturali.

“Aiutaci a fare pressione sulle autorità locali affinché rispettino la legge e ordinino la confisca dell’orso Vova il prima possibile” scrivono gli attivisti, invitando i cittadini a inviare un’e-mail al ministro.

Il caso di Vova avrà un effetto a lungo termine su altri animali che soffrono in minuscole gabbie vicino ai ristoranti. – concludono – È solo attraverso il supporto internazionale che possiamo garantire che le autorità locali agiscano e che il rispetto delle leggi sia preso sul serio.

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Fonte: Four Paws

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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