Orsa KJ2, uccisa davanti ai suoi cuccioli dopo l’aggressione a un escursionista: assolti i due imputati, il fatto non sussite

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Vi ricordate di lei? Mamma orsa era stata uccisa davanti ai suoi cuccioli, dopo aver aggredito un escursionista. Oggi, a seguito di una lunga battaglia legale durata 5 anni, il Tribunale di Trento ha deciso di assolvere Ugo Rossi e Maurizio Zanin, imputati per la sua uccisione. La sentenza ha provocato l'indignazione delle associazioni animalisti che seguono il caso e che vogliono fare appello

Nel 2017 il caso dell’uccisione dell’orsa KJ2 aveva fatto scoppiare la polemica in Trentino Alto-Adige. L’allora presidente della Provincia Ugo Rossi e il suo dirigente del Servizio Fauna Maurizio Zonin avevano dato l’ordine di catturare l’esemplare che aveva ferito in precedenza un escursionista e di procedere all’abbattimento.

Il grande predatore è stato ucciso così davanti ai suoi cuccioli il 12 agosto del 2017 sulle pendici del Monte Bondone e da allora gli associazioni e animalisti di tutta Italia, indignati per l’orribile vicenda, chiedono giustizia per l’orsa.

Dopo cinque anni di battaglie fuori e dentro il Tribunale di Trento e due tentativi di archiviazione al processo è giunta la sentenza: assoluzione per gli imputati poiché il fatto non sussiste. La LAV non si dice sorpresa di come le cose siano andate poiché non è certo la prima volta che la Provincia autonoma non riconosce le sue colpe nella pessima gestione degli orsi in Trentino.

Il Tribunale di Trento non ha voluto indagare sulle cause che hanno determinato le due aggressioni che hanno portato alla condanna a morte di KJ2. Ancora una volta, come già accaduto in Trentino, la responsabilità è stata scaricata solo ed esclusivamente sull’orsa. Non c’è stato alcun interesse ad approfondire, ad indagare se il comportamento dell’orsa accompagnata dai suoi cuccioli, sia stato semplicemente una reazione di difesa, tipica della specie, nei confronti di comportamenti umani percepiti come minacce alla sua prole,

scrive la LAV che intende ora ricorrere in appello come altre associazioni che si sono costituite parte civile nel processo.

L’uccisione dell’orsa KJ2 e la sentenza del TAR dimostrano nuovamente che il Trentino non ha ancora imparato a convivere con i suoi orsi e, così come avviene a Roma per i cinghiali, l’amministrazione preferisce optare per soluzioni immediate e crudeli piuttosto che lavorare concretamente a misure preventive a lungo termine.

Fonte: LAV

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook