La Nuova Zelanda vuole sterminare i ricci

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Il Paese starebbe addirittura pensando di eradicarli perché stanno scatenando il caos visto che non esistono predatori che possano cacciarli

Rotondi, teneri e spinosi. I ricci, nel nostro immaginario, sono animali graziosi e per nulla temibili. Non la pensano allo stesso modo gli abitanti della Nuova Zelanda per i quali invece sono una vera e propria “piaga”.

Così li ha recentemente definiti il Consiglio comunale di Auckland. Il Paese starebbe addirittura pensando di eradicarli perché stanno scatenando il caos, a danno delle specie autoctone.

I ricci (Erinaceus europaeus) vennero portati per la prima volta in Nuova Zelanda dai coloni europei. Attorno al 1860, il Consiglio provinciale di Nelson e il Parlamento coloniale di Wellington introdussero una legislazione per incoraggiare l’importazione di animali che

avrebbero contribuito al piacere e al profitto degli abitanti.

Successivamente, la loro introduzione è stata giustificata anche come un modo per controllare i parassiti del giardino come lumache e larve d’erba. Secondo un rapporto del 1975 nel New Zealand Journal of Zoology, i primissimi ricci arrivarono a Canterbury nel 1869. I numeri sembrano essere aumentati notevolmente nell’Isola del Sud tra il 1910 e il 1940 e furono registrati per la prima volta a Twizel intorno al 1940-1949. Sembra che siano stati deliberatamente trasportati e rilasciati in tutto il paese.

Perché la Nuova Zelanda vuole eliminarli

Ma ora qualcosa è cambiato. Insieme a ratti, ermellini e opossum, sonoconsiderati predatori distruttivi.

In realtà sono un predatore molto distruttivo e un parassita di cui dobbiamo davvero sbarazzarci

ha detto a Seven Sharp Tim Lovegrove del consiglio di Auckland. 

Il programma di eradicazione dovrebbe iniziare a luglio in 2.300 ettari del bacino di Mackensie, nel centro dell’Isola del Sud. L’organizzazione Te Manahuna Aoraki si è data un anno di tempo per sconfiggere quela che considera ormai una specie invasiva, che non è minacciata da alcun predatore al contrario dell’Europa, dove invece tali animali sono in cali e vengono cacciati da martore, faine, volpi e tassi.

In Nuova Zelanda essi sono accusati di ingurgitare grandi quantità di uova di uccelli, lucertole o locuste endemiche. Ma non solo: privano del cibo i kiwi, gli uccelli simbolo della Nuova Zelanda.

I ricci non sono l’unica specie finita nel mirino del paese che sta conducendo una campagna per eliminare tutti i predatori invasivi entro il 2050. Anche ai gatti selvatici toccherà la stessa sorte dei ricci.

Fonti di riferimento: Te Manahuna Aoraki, TVnz,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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