Mai più bocce per i pesci, sono crudeli: nota azienda smette di venderle in Francia

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Stop alla vendita di bocce per i pesci per risparmiare loro sofferenza e stress: ad annunciarlo la ditta francese AgroBiothers Laboratoire

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Un’intera esistenza trascorsa all’interno di una piccola boccia, spesso in solitudine: è il crudele trattamento riservato ai pesci rossi, tra gli animali domestici più gettonati in Europa. Per non incentivare questa forma di maltrattamento AgroBiothers Laboratoire, azienda leader nel mercato francese nella cura dei pet, ha annunciato che smetterà di vendere le bocce rotonde.

“Le persone comprano d’impulso un pesce rosso per i loro figli, ma se sapessero a quale tortura sono sottoposti non lo farebbero. Girare e rigirare in una piccola boccia fa impazzire i pesci e li uccide rapidamente” spiega Matthieu Lambeau, Ceo di AgroBiothers Laboratoire.

La ditta smetterà quindi di vendere gli acquari dalla forma rotonda optando per quelli rettangolari. E da adesso in poi produrrà soltanto acquari con una capacità superiore a 15 litri in quanto considera una forma di tortura tenere i pesci in piccole bocce senza filtrazione e ossigenazione.

Un piccolo atto rivoluzionario in Francia, dove non esiste ancora una legislazione in materia. Tutto ciò, nonostante la nazione francese sia la prima in Europa per la vendita di pesci rossi (con circa 2,3 milioni di esemplari).

Solitamente i pesci rossi possono riescono a sopravvivere poche settimane o qualche mese nelle piccole bocce rotonde, ma in realtà nei grandi acquari, nei fiumi o nei laghi potrebbero raggiungere anche i 30 anni d’età e dimensioni sorprendenti. Inoltre, nella gran parte dei casi chi li acquista non tiene conto delle loro esigenze e li lascia in solitudine, ignorando il loro bisogno di socializzare con altri pesci.

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Fonte: Reuters

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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