La polizia canadese ha ucciso a colpi di arma da fuoco un orso polare migrato a più di 100 km dal suo habitat

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Nel Québec canadese un orso polare è stato ucciso a colpi di arma da fuoco perché troppo lontano dal suo habitat. Il grande mammifero bianco era stato avvistato non troppo distante da una cittadina, ma si è preferito ucciderlo piuttosto che trasferirlo in sicurezza

A Sud-Est del Québec, nella penisola canadese Gaspé, un orso polare è stato ucciso qualche giorno fa dagli agenti della polizia provinciale della Sûreté du Québec poiché si trovava troppo lontano dal suo habitat, essendosi spinto a quasi 100 km dalle zone glaciali dell’Artico che popola.

Il predatore era stato localizzato con dei droni nei pressi del paesino di Madeleine-Center, già precedentemente allertato per la presenza di un orso polare, dove è stato raggiunto dai poliziotti che hanno trafitto l’animale con colpi di arma da fuoco.

I pericoli per la popolazione sarebbero stati troppo elevati, questa la posizione della polizia canadese che ha fatto fuori il gigante bianco, provocando l’indignazione di tutto il Paese.

In merito a questa triste vicenda è intervenuto anche il Ministère des Forêts, de la Faune et des Parcs del Canada che, in un lungo post sui social, ha risposto ai tanti messaggi ricevuti sulla questione dell’orso polare abbattuto, spiegando che, in questo particolare caso, un trasferimento dell’animale non sarebbe stato possibile poiché molto complesso e rischioso.

La possibilità di spostare l’orso polare è stata considerata troppo pericolosa, in quanto comportava rischi per l’incolumità pubblica e per le squadre schierate, in particolare se le dosi per addormentare l’animale non fossero state adeguatamente stimate,

sottolinea l’ente.

Le opinioni degli esperti a riguardo sono contrastanti. Alcuni sostengono che si sarebbero potute prendere altre misure, senza dover ricorrere all’abbattimento, come già successo per altri orsi in altre regioni dell’Artico. (Leggi anche:L’orso polare trovato a 700 km da casa è stato riportato nell’Artico: il video della liberazione)

Per altri invece l’intera operazione era in sé difficile da mettere in atto senza un’accurata pianificazione. Oltre alle dosi di anestesia da somministrare al predatore, bisogna avere in dotazione delle gabbie giuste per poter trasportare l’orso polare, il cui peso è di circa 400 kg.

Questa è comunque la prima volta che un orso polare si avvicina così tanto ai centri abitati, dato che finora non era mai stato registrato un avvistamento così ravvicinato in Québec. L’esemplare è pur sempre una specie a rischio estinzione che potrebbe scomparire per sempre entro la fine del secolo.

Molti di coloro che sostengono che il suo abbattimento sia stato immotivato, invitano a riflettere sui motivi che hanno spinto l’orso polare a trovarsi da quelle parti.

La risposta forse la conosciamo un po’ tutti poiché sono proprio i cambiamenti climatici ad aver stravolto l’ecosistema del grande predatore e di tantissime altre specie viventi. Con lo scioglimenti degli ghiacci artici, questi mammiferi trascorrono sempre più tempo sulla terraferma, costretti a percorrere lunghissimi tragitti pur di procacciarsi del cibo.

Fonte: Ministère des Forêts, de la Faune et des Parcs/Facebook

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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