La misteriosa fuoriuscita di petrolio che in Brasile sta lasciando in agonia uccelli e tartarughe

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Non si sa da dove provenga la gigantesca macchia di petrolio che in Brasile ha colpito già 46 comuni. Il dramma è che sta uccidendo troppi animali marini.

Petrolio a go go sulle coste del nord est brasiliano. Dall’inizio di settembre ad oggi, 1500 chilometri della costa nordorientale del Brasile sono praticamente invasi da larghe macchie di greggio che hanno finito per contaminare spiagge e scogli e lasciare intrappolati gli animali marini. Una scoperta che risale al 2 settembre e di cui ancora si sa ben poco.

Quel che è certo è che le chiazze di petrolio colpiscono quasi cento località al largo della costa nord-orientale e che provengono da petrolio non brasiliano.

Secondo i dati dell’Ibama, l’Istituto ambientale brasiliano, sono 46 comuni interessati in 8 stati (Sergipe, Alagoas, Pernambuco, Paraiba, Rio Grande do Norte, Ceará, Piaui e Maranhão), la maggior parte (41%) si trova a Rio Grande do Norte (nel grafico sotto la situazione per stato):

petrolio costa brasile

Spaventa il fatto che non si sa da dove provenga tutto questo petrolio. La Petrobras ha esaminato dei campioni e ha escluso che appartengano ai suoi siti.

Il materiale – affermano all’Ibama – è stato scaricato in mare più di un mese fa nelle acque dell’Atlantico da una nave non identificata”.

petrolio brasile

Gli animali colpiti

L’olio nero ha già colpito almeno nove tartarughe e una Berta minore atlantica (Puffinus puffinus), nota per la sua lunga migrazione. Secondo Ibama, una delle tartarughe sarebbe già stata restituita al mare e un’altra inviata in un centro di riabilitazione. Sette tartarughe sono state trovate morte o sono decedute dopo il salvataggio, mentre nemmeno un uccello sarebbe sopravvissuto.

tartarughe brasile

I residenti stanno condividendo in queste ore video e foto di  tartarughe e cormorani, oltre a gabbiani e altri volatili, coperti dal petrolio e in agonia. La raccomandazione dall’Ibama è che, in questi casi, la popolazione faccia appello alle agenzie ambientali competenti affinché gli animali vengano valutati prima di essere rimessi in mare.

Finora, non ci sono segni che pesci e molluschi siano contaminati, secondo Ibama, ma l’Istituto raccomanda a nuotatori e pescatori di non avere alcun contatto col greggio.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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