Influenza aviaria: a rischio la sopravvivenza del cigno nero, particolarmente vulnerabile al virus

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Il cigno nero australiano è dotato di una genetica unica che rende la specie particolarmente vulnerabile a malattie virali come l'influenza aviaria. A rivelare i rischi molto alti che corre questo animale è una ricerca dell'Università del Queensland

Come è ormai noto, l’influenza aviaria sta continuando la sua avanzata che ha già portato ad una vera e propria strage di animali selvatici e non, in diverse parti del mondo. Tra questi i cigni del Regno Unito. Leggi anche: L’influenza aviaria sta facendo strage di cigni in UK: trovati più di 20 esemplari morti a Glasgow

C’è anche chi teme che questo virus possa generare una nuova pandemia tra gli esseri umani, anche se fortunatamente rimane un’opzione poco probabile.

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Ora una nuova ricerca, condotta in Australia e pubblicata su Genome Biology, mostra che a rischiare grosso è il cigno nero (Cygnus atratus), una specie di cigno tipica del territorio australiano e dotata di una genetica particolare.

Il nuovo studio dell’Università del Queensland ha generato un primo genoma del cigno nero che ha rivelato che la specie manca di alcuni geni immunitari che aiutano altri uccelli acquatici selvatici a combattere le malattie infettive, tra cui appunto l’influenza aviaria.

Come ha dichiarato la professoressa Kirsty Short della School of Chemistry and Molecular Biosciences della UQ:

A differenza delle anatre domestiche, ad esempio, i cigni neri sono estremamente sensibili all’influenza aviaria altamente patogena – HPAI, che viene spesso definita influenza aviaria – e possono morire a causa di essa entro tre giorni. I nostri dati suggeriscono che il sistema immunitario del cigno nero è tale che, se un’infezione virale aviaria si stabilisse nel suo habitat naturale, la sua sopravvivenza sarebbe in pericolo.

Specifica poi che:

Al momento non abbiamo HPAI in Australia, ma si è diffuso dall’Asia al Nord America, Europa, Nord Africa e Sud America. Quando è stato introdotto in nuove località, come il Cile e il Perù, sono morti migliaia di uccelli marini selvatici. Il rischio per uno degli uccelli più singolari e belli dell’Australia è molto reale e dobbiamo essere preparati se speriamo di proteggerlo.

Il virus dell’influenza aviaria che preoccupa di più è l’H5N1, che non è ancora arrivato in Australia. Grazie a questo nuovo studio, i ricercatori e gli animalisti sperano di riuscire a proteggere meglio non solo il cigno nero, ma anche altre specie sensibili in tutto il mondo.

La dottoressa Short ha affermato che la scoperta che ai cigni neri mancavano alcuni geni chiave suggeriva che probabilmente non erano solo suscettibili all’influenza aviaria, ma anche ad altri virus diversi.

Sospetto che l’isolamento dell’Australia (durante il Covid, n.d.r) abbia probabilmente avuto un ruolo nel tenere fuori questi virus e quindi nel mantenere al sicuro il cigno nero.

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Fonte: Genome Biology

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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