I cavalli selvaggi degli Usa sono in pericolo, il cantautore Willie Nelson lancia un appello per salvarli 

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I Mustang, gli iconici cavalli selvaggi degli Usa, dovrebbero essere lasciati in libertà, eppure sono esposti a continue minacce

Agili, veloci e maestosi: sono i Mustang, gli affascinanti cavalli selvaggi che vivono liberi nelle praterie Stati Uniti. O meglio dovrebbero vivere liberi. Questi iconici animali (a cui si ispira il fortunato film d’animazione “Spirit-Cavallo selvaggio”) sono, infatti, sempre più esposti a minacce. Anche se dovrebbero essere tutelati accade troppo spesso che vengano catturati per poi essere venduti o addirittura macellati.

A denunciare questa terribile situazione è il noto cantautore e chitarrista texano Willie Nelson, da sempre grande amante dei cavalli. Nel suo ranch di 700 acri ad Austin, in Texas, ne vivono una settantina e la maggior parte di questi è stata salvata dal macello. “I miei cavalli sono probabilmente i cavalli più fortunati del mondo” ha commentato Nelson in un’intervista rilasciata un paio di anni fa “Vengono nutriti manualmente due volte al giorno ed erano destinati a diventare carne da macello. Oggi sono cavalli felici”.

Da sempre Willie Nelson si batte per la tutela di questi meravigliosi animali e proprio qualche giorno fa ha pubblicato una lunga lettera in cui si rivolge alle autorità statunitensi ma anche ai cittadini, chiedendo loro di fare la loro parte per proteggerli.

L’appello di Willie Nelson 

Cinquant’anni fa, il Congresso votò all’unanimità a favore della protezione dei cavalli selvaggi e degli asini selvatici attraverso una legge chiamata Wild Free-Roaming Horses and Burros Act. Questa sarebbe stata la fine della storia se il Congresso non avesse poi approvato un  mandato che costringe i cavalli e altri animali selvatici a condividere il territorio protetto con pascoli privati, progetti energetici e aree di ricreazione pubblica. Ha creato conflitti tra il Bureau of Land Management, allevatori, operatori nel settore energetico e difensori di cavalli selvaggi, e ha creato una situazione in cui i cavalli selvaggi sono in minoranza. Da allora, il Bureau of Land Management ha stabilito che un numero arbitrario di cavalli selvaggi pensa dovrebbe restare sui nostri terreni pubblici e inoltre utilizza elicotteri finanziati dai contribuenti per radunare le mandrie quando sono considerati troppi. 

I cavalli selvaggi, come gli altri animali selvatici, avrebbero dovuto essere selvaggi e liberi, ma  vengono adottati o venduti, e molte altre migliaia finiscono per vivere in recenti troppo affollati o pascoli privati. Altri finiscono per essere massacrati e destinati al consumo umano all’estero. 
I cavalli selvaggi hanno bisogno che noi umani proponiamo soluzioni che garantiscano la loro sicurezza. Il Congresso ha stanziato soldi per questo, ma il Bureau of Land Management dovrà apportare cambiamenti e migliorare il controllo della fertilità. Finora non stanno riuscendo a essere all’altezza di questa nuova direzione. Dobbiamo parlarne. Senza pressioni nei confronti del Bureau of Land Management, questi simboli storici della libertà americana scompariranno.

Alla fine della lettera Willie Nelson invita tutti i cittadini americani a contattare le autorità attraverso il numero di centralino del Campidoglio per esortarle a tutelare i cavalli selvaggi. 

“Chi ci governa deve sapere che questa è una priorità per il popolo americano. Superiamo le nostre divisioni unendoci per questo scopo comune” conclude Nelson, esortando i suoi fan (e non solo) a firmare la petizione lanciata dall’Ong Return to Freedom. 

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Fonti: Wille Nelson(Facebook)/Return to Freedom

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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