Gorilla del Ruanda: la conduttrice Ellen DeGeneres apre un centro per salvarli

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In Rwanda è stato appena inaugurato un campus, voluto dalla nota conduttrice Ellen DeGeneres, che si occuperà di tutelare e difendere i gorilla di montagna, specie a rischio estinzione

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Il grande sogno della celebre conduttrice americana Ellen DeGeneres è diventata finalmente realtà. In Ruanda, nei pressi del Parco Nazionale dei Vulcani, ha aperto i battenti un campus che si occuperà di tutela e conservazione dei gorilla, i più grandi primati viventi sulla Terra, purtroppo ormai sull’orlo dell’estinzione (a causa del bracconaggio e della frammentazione dell’habitat.)

La nuova struttura – realizzata grazie alla fondazione creata 4 anni fa da Ellen DeGeneres – porta il nome dell’iconico volto della tv ed è già stata annoverata dalla CNN tra i 10 progetti architettonici più attesi dell’Africa. La conduttrice è intenzionata a seguire le orme di Dian Fossey, zoologa californiana passata alla storia coma la “signora dei gorilla” per aver dedicato gran parte della sua esistenza all’osservazione di queste grandi scimmie (finendo per esssere barbaramente uccisa dai bracconieri). Per questo ha deciso anche di collaborare e supportare economicamente l’ente Dian Fossey Gorilla Fund, il più longevo e attivo nel campo.

Dian Fossey è sempre stata una mia eroina, quindi è stato l’onore di una vita supportare questo progetto – ha commentato Ellen DeGeneres. – Vedere il mio nome accanto al suo sui muri di questo bellissimo campus e sapere che sto facendo la mia parte per proteggere i gorilla in via di estinzione e continuare l’eredità di Dian è semplicemente fantastico.

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L’organizzazione del campus

La mastodontica struttura, che sorge a pochi chilometri dal Parco Nazionale dei Vulcani, comprende tre edifici principali costruiti in maniera ecosostenibile: il Sandy and Harold Price Research Center, la Cindy Broder Conservation Gallery e il Rob and Melani Walton Education Center, oltre a diversi alloggi per studenti in visita e ricercatori.

Nell’area esterna sono state piantumate oltre 250.000 piante autoctone ed è stata realizzata una zona apposita per il trattamento delle acque reflue.

Fin dall’inizio, la missione di questo progetto si è concentrata sulla creazione di uno spazio in cui coinvolgere le numerose parti interessate alla conservazione – studenti, scienziati, turisti, partner per la conservazione, membri della comunità – per promuovere il nostro obiettivo collettivo di salvare i gorilla e, più in generale, il Pianeta – sottolinea la dottoressa Tara Stoinski, presidente e direttrice scientifica del Fossey Fund. – La nostra speranza è che le persone che visitano l’Ellen DeGeneres Campus lascino l’ispirazione per fare la differenza, proprio come ha fatto Dian Fossey.

L’Ellen DeGeneres è aperto a tutti coloro che sono curiosi di approfondire la storia della ricerca e della conservazione dei gorilla di montagna dai tempi di Fossey fino giorni nostri. Per studenti e visitatori sono previste diverse attività, tra cui alcune anche interattive.

Dian Fossey temeva che i gorilla di montagna si sarebbero estinti entro il 2000. Ma la popolazione nella regione è cresciuta da 250 gorilla negli anni ’80 fino a raggiungere quota 600 oggi. Una rara storia di successo, resa possibile grazie all’impegno e alla passione di volontari, zoologi e ricercatori.

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Fonte: Dian Fossey Gorilla Fund

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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