Giornata dei diritti degli animali: 5 buone pratiche che ci indicano la strada da seguire

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Oggi si celebra la giornata dedicata ai diritti degli animali (oltre che degli umani), ma il nostro Paese ha ancora tanto da imparare

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Il 10 dicembre è la Giornata mondiale dedicata non soltanto ai diritto dell’uomo, ma anche degli animali. Nel nostro Paese, siamo ancora troppo indietro sul fronte del benessere animale. Tigri, leoni, elefanti e altre esemplari si trovano rinchiusi negli zoo e vengono trasformati sfruttati negli spettacoli circensi, mentre i visoni vengono uccisi per produrre pellicce.

Ma i casi in cui vengono calpestati i diritti degli animali sono numerosissimi. In occasione di questa importante giornata, vogliamo cogliere l’occasione per rispolverare alcune pratiche e storie virtuose che ci indicano la strada da percorrere per diventare davvero un Paese degno di essere definito civile. 

Stop con la cattura e l’abbattimento degli orsi 

Tra gli animali più minacciati nel nostro Paese troviamo gli orsi. Invece di essere tutelati, spesso sono rappresentati come una minaccia per l’uomo. Il Trentino è tristemente noto per le sua politica dichiaratamente anti-orso. Al centro Casteller di Trento si trovano ancora rinchiusi, in piccole gabbie di cemento e acciaio, due esemplari, catturati perché considerati (ingiustamente) pericolosi. Eppure, un’altra via è possibile, come ci insegna l’Abruzzo, Regione che ha a cuore il benessere degli orsi bruni. L’ultima vicenda a cui dovrebbero ispirarsi anche tutte le altre Regioni e province d’Italia, è quella che vede come protagonista Juan Carrito, l’orso marsicano “golosone” che si aggirava per le strade di Roccaraso (in provincia de L’Aquila), svaligiando negozi e pasticcerie alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Invece di essere catturato per essere imprigionato, l’animale è stato trasferito in elicottero nei boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo e una volta completato il trasferimento, per Juan inizierà un programma di rieducazione all’ambiente naturale nella Marsica, dove sarà libero di scorrazzare ed esprimere la sua vera natura. 

Chiusura (definitiva) degli allevamenti di pellicce 

In Italia migliaia di animali vengono sterminati in nome della moda. Diversi Paesi, tra cui la Francia, l’Olanda e l’Irlanda hanno deciso di chiudere definitivamente gli allevamenti di visoni e altri animali, mentre la nostra nazione resta ancora troppo indietro. Per circa un anno le attività degli allevamenti di visoni sono state sospese (a causa dei rischi derivanti dal Covid mutato), ma tra qualche mese potrebbero riaprire nuovamente. Per fermare questa crudeltà una volta per tutte negli scorsi giorni è stato presentato un emendamento, che ci auguriamo possa essere l’inizio della svolta. 

Riconoscimento degli animali come esseri senzienti 

Può sembrare assurdo, ma nella nostra nazione gli animali non sono riconosciuti come esseri senzienti, nonostante da tempo le associazioni animaliste stiano portando avanti delle battaglie su questo fronte. Recentemente il Regno Unito ha dato una grande lezione a tutti, riconoscendo per la prima volta cani e gatti come esseri senzienti. Non solo. Qualche settimana fa il Governo britannico ha riconosciuto che anche polpi, granchi e aragoste provano sofferenze, annunciando che inserirà queste creature marine nell’elenco degli esseri senzienti da tutelare nel disegno di legge sul benessere animale. 

Stop ai circhi, zoo e delfinari 

Cosa aspetta l’Italia a chiudere per sempre circhi, zoo e delfinari? È ormai chiaro a tutti che siano luoghi che provocano indicibili sofferenze agli animali, privandoli della loro natura. Diversi Paesi europei, tra cui la Francia e il Regno Unito, hanno deciso di vietare per legge di sfruttare gli animali selvatici per divertimento. Le alternative agli spettacoli senza sfruttamento esistono!

Creazione di santuari e aree protette per balene e delfini 

Infine, nel nostro Paese mancano aree protette e santuari pensati per i cetacei, nonostante siano fondamentali per tutelare la sopravvivenza degli animali che vivono nei nostri mari e offrire una seconda vita a quelli che hanno vissuto in cattività. Per fare un esempio, in Nuova Scozia (Canada) sono iniziati i lavori per la realizzazione del Whale Sanctuary Project, un enorme santuario che ospiterà balene e delfini che per anni hanno nei parchi acquatici.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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