Ghiro: caratteristiche, habitat e curiosità sul roditore selvatico euroasiatico

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Scopri tutto ciò che c'è da sapere sul ghiro, un simpatico e piccolo roditore selvatico che vive tra la natura

Scopri tutto ciò che c’è da sapere sul ghiro, un simpatico e piccolo roditore selvatico che vive tra la natura

Il ghiro è un roditore selvatico di piccola taglia che seppur sia ormai diventato famoso nel lessico comune per via del detto “dormire come un ghiro”, è un animaletto piuttosto attivo e molto agile che predilige però la notte.

Questo simpatico animaletto arboricolo è il roditore più conosciuto della famiglia Gliridae o dei Gliridi, di cui ne fa parte e a cui appartengono anche il topo quercino ed il moscardino. La sua specie è il Glis e per questo gli studiosi gli hanno dato il nome scientifico di Glis Glis. 

E’ un roditore piccino, in cui ci si può imbattere molto facilmente. Ecco quindi tutto ciò che c’è da sapere sul ghiro, dove vive, cosa mangia e come riconoscerlo.

Non acquistare il ghiro

Questo roditore arboricolo è un animale selvatico ed essendo parte della fauna selvatica, come come altri, è considerato una specie protetta. Ne è perciò vietata la caccia, la cattura o l’uccisione. Nella famiglia Gliridae esistono alcune specie di ghiro chiamate Graphiurus o ghiro africano che vengono vendute nei negozi di animali come ghiri domestici. Non comprarli, si tratta pur sempre di un animale che, seppur l’uomo ha certato di addomesticare e commerciare, appartiene alla natura ed è lì che dovrebbe vivere libero, non in una gabbietta.

Se desideri un roditore, invece che comprarlo, puoi adottare uno dei tanti roditori accuditi da associazioni e centri di recupero in cerca di una collocazione.

Caratteristiche del ghiro

Il ghiro è un roditore di minuscole dimensioni, il suo peso si aggira intorno ai 70-150 grammi, ma può superare anche i 200 in alcuni esemplari. Il corpo è lungo massimo 25 cm, la coda è molto folta e misura sui 12 cm, mentre le zampine posteriori sui 2 cm.

La testa di questo roditore selvatico è minuta e tondeggiante e le orecchie sono altrettanto piccole. Le sue vibrisse sono lunghe e molto eleganti, così come il colore del mantello che è di un grigio intenso in alcuni punti, ma generalmente sfumato e tendendo al bianco sull’addome. La coda del ghiro è folta e lunga e di un grigio più marcato rispetto a tutto il corpo.

Per chi non ha mai visto un ghiro da vicino, potrebbe distrattamente scambiarlo con uno scoiattolo, ma il ghiro a differenza di questo non arriccia la coda che è sempre distesa e rilassata. La coda serve all’animale per mantenere l’equilibrio durante gli spostamenti e lo avvolge comodamente quando dorme, diventando un’ottima coperta naturale.

Habitat del ghiro

Questo buffo roditore lo si può incontrare quasi dappertutto poiché in Europa, così come in Asia, è molto diffuso. Vi sono solo poche eccezioni nel continente europeo come in alcuni paesi della Scandinava o lungo quasi tutta la penisola iberica dove il ghiro non è mai stato avvistato.

Il suo habitat ideale sono le pianure, le colline e le montagne, ma il roditore non supera i 1000 m di altitudine. I boschi di latifoglie, soprattutto querceti, sono ideali per costruire i nidi primaverili ed estivi quando le femmine, uscite dal letargo, si riproducono nei primi mesi dell’anno. In inverno il ghiro predilige alcune aree del sottobosco, dunque più in basso, per ripararsi e prepararsi al lungo letargo che lo attende. I nidi possono essere scavati ad una profondità di 50-60 cm.

Cosa mangia il ghiro

Il ghiro ha una alimentazione prevalentemente vegetariana, si nutre principalmente di ghiande, nocciole, castagne, bacche e funghi, ma anche di invertebrati, uova di uccelli e di piccoli mammiferi.

I cuccioli di ghiro iniziano ad alimentarsi autonomamente già dalle 2-3 settimane di vita, quando aprono gli occhi e vengono considerati dagli adulti pressoché autonomi.

Curiosità sul ghiro

Perché si dice mai “dormire come un ghiro”? Il roditore è solito riposare tutto il giorno durante il periodo del letargo che è molto lungo rispetto ad altri animali. Questo inizia ad ottobre e termina ad aprile quando la stagione degli amori e degli accoppiamenti è ormai iniziata.

Il ghiro è un animale che ama la compagnia dei suoi simili. Sia in letargo che durante tutto l’anno, non vive mai da solo, ma condivide i nidi rotondeggianti e fatti con foglie e altri materiali soffici con tutta la sua famiglia. Assieme agli altri ghiri i simili si proteggono a vicenda dai predatori della natura che nel loro caso sono principalmente il gufo, il gatto selvatico e la faina.

Al tempo dei Romani il ghiro veniva cacciato o allevato per mangiarne le carni. Era considerato una prelibatezza che veniva utilizzata in molti piatti, a partire dagli antipasti. Anche in alcune regioni italiane, come la Lombardia, la sua carne era apprezzata. Le cose per fortuna sono cambiate ed il ghiro oggi è una specie protetta dalla Legge sulla caccia n. 157/92 e dalla Convenzione di Berna n.503, in vigore per l’Italia dal giugno del 1982.

Fonte: Ambiente Emilia Romagna

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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