Traffico di cuccioli di cani e gatti dall’Est Europa: cos’è e tutto quello che devi sapere

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Ogni anno decine di migliaia di cuccioli vengono trafficati illegalmente dall'Europa dell'Est: come funziona il crudele business in cui è coinvolta anche l'Italia?

Quello del traffico illegale di animali domestici è un dramma che riguarda ancora l’Italia e di cui dovremmo cercare di non diventare complici. Ogni anno decine di migliaia di cuccioli di cani e gatti di poche settimane entrano illegalmente dall’Europa dell’Est nel nostro e in altri Paesi e molto spesso alcuni di loro non riescono a sopravvivere ai viaggi estenuanti dento i furgoni o i bagagliai delle macchine. Un business crudele di cui si parla ancora troppo poco e sul quale un’inchiesta realizzata da Presa Diretta, che andrà in onda stasera su Rai 3, proverà ad accendere i riflettori.

Ma quali sono i Paesi maggiormente coinvolti in questo spietato giro d’affari milionario? E come funziona? Proviamo a fare chiarezza.

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Separati alla nascita dalle madri senza alcuna pietà

All’interno dei traffici illegali, i cuccioli vengono separati dalla mamma troppo precocemente, a soli 30 o 40 giorni di vita. Così piccoli sono costretti ad affrontare lunghi viaggi e arrivano in Italia stipati in spazi ristretti soprattutto dall’Est Europa. Spesso arrivano nascosti nei bagagliai delle auto o su altri mezzi di trasporto italiani o stranieri. Viaggiano senza passaporto e senza la documentazione richiesta per legge, perciò spesso sono accompagnati da documenti falsi.

Da dove provengono i cuccioli

L’Italia, insieme ad altri Paesi come la Francia, la Spagna e l’Olanda, rappresenta il punto di arrivo di migliaia di cuccioli, con prevalenza dei cani sui gatti, dall’Europa dell’Est. I maggiori Paesi di provenienza sono l’Ungheria, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Romania. Questi animali vengono allevati nelle cosiddette puppy mills, degli allevamenti intensivi in cui i cuccioli sono costretti a restare prigionieri in gabbie anguste e in condizioni disumane. Da qui vengono importati in Italia e altrove in modo illegale e vengono sottoposti a viaggi infernali, per poi rappresentare una cospicua fonte di guadagno per chi decide di metterli in vendita aggirando la legge.

Le razze più coinvolte

Le razze più coinvolte nel traffico illegale sono i cani di piccola taglia, in particolare i Beagle, i Carlini, i Pinscher, gli Yorkshire, i Bulldog terrier e i Chihuahua. I cuccioli provenienti dal traffico illegale arrivano presso negozianti e allevatori italiani che operano in malafede e che si ritrovano a vendere insieme agli animali pedigree e documenti falsi.

Il traffico di cuccioli su Internet

Con la diffusione delle nuove tecnologie, il traffico illegale di cuccioli è approdato su internet. Perciò bisogna essere sempre molto attenti quando si consultano degli annunci sul web che propongono la vendita di animali. Nei possibili annunci fraudolenti ovviamente non si trovano indicazioni sul fatto che potrebbe trattarsi di cuccioli importati. Ecco allora ancora una volta la raccomandazione di preferire l’adozione dei cuccioli in gattili e canili e di non cadere nelle trappole dell’acquisto.

Cuccioli ammalati e imbottiti di farmaci

I cuccioli coinvolti nel traffico illegale vengono imbottiti di farmaci per sedarli durante il viaggio e per nascondere eventuali malattie al momento dell’arrivo. Le cattive condizioni di salute potrebbero manifestarsi in ritardo, insieme ai loro sintomi, quando i cuccioli saranno già stati venduti ad ignari acquirenti come se fossero perfettamente sani. Le condizioni di viaggio sono disastrose e favoriscono la diffusione di malattie. Secondo quanto emerge dall’inchiesta di Presa Diretta, circa 4 esemplari su 10 muoiono addirittura prima di compiere il quinto anno di età.

Confini labili tra legalità e illegalità

Purtroppo il quadro della situazione è molto complesso e spesso i confini tra legalità e illegalità sono davvero labili o comunque difficili da riconoscere da parte di chi non è del mestiere. Pensiamo, ad esempio, ad una comune famiglia che vorrebbe acquistare un cucciolo e che si rivolge senza alcuna preoccupazione a un allevatore o a un negozio di animali. Da tempo l’EU Dog Cat Alliance, che ingloba circa 90 enti animalisti, chiede a gran voce  un Piano di Azione all’ Commissione europea per contrastare in maniera efficace il traffico dei cuccioli di razza dall’Est Europa.

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Fonti: EU Dog Cat Alliance/Presa Diretta(Rai3)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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