Le (terribili) esportazioni di animali vivi sono una copertura per trasportare droga e armi. Il report shock

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Un interessante rapporto della ONG francese Robin des Bois mette in risalto un terribile aspetto delle esportazioni di animali.

Enormi navi utilizzate per trasportare animali da fattoria sono un’opzione interessante per i criminali che contrabbandano droga e armi. E persone

Dietro al trasporto agonizzante di animali vivi (o già morti) si cela qualcosa di incredibile. Qualcosa di losco e osceno. Scene raccapriccianti che, una dietro l’altra, mostrano un lato oscuro che nessuno vorrebbe vedere. Eppure, stanno lì, a significare che mai niente è come sembra. E che a volte c’è del marcio sotto altro marcio.  

Un interessante rapporto della ONG francese Robin des Bois e ripreso in questi giorni da un articolo del The Guardian mette in risalto un aspetto delle esportazioni di animali che non tutti conoscevamo. Due le navi porta-bestiame nel mirino e centinaia i cadaveri di animali in decomposizione in mezzo ai quali, tra urina e feci, la polizia spagnola cercava droga di contrabbando.

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Proprio così: droga, ma anche armi e persone. Contrabbandieri tra i traghettatori di corpi da macellare.

Sulla prima nave, la Neameh, una nave sgangherata costruita nel 1979 e lunga 109 metri. Provenendo da Cartagena de Indias (Colombia), era diretta al porto egiziano di Damietta. Fermata l’anno scorso nel porto spagnolo di Algeciras con l’accusa di contrabbando di cocaina dalla Colombia, molti dei circa 4mila bovini a bordo sono stati trovati morti o moribondi mentre giacevano nei propri escrementi. La puzza era così forte che nemmeno i cani antidroga potevano essere di aiuto.

La seconda nave, la FM Spiridon, del 1973 e lunga 97 metri e che aveva lasciato Cartagena de Indias diretta al porto egiziano. Con a bordo circa 5mila capi di bestiame, è stata fermata sempre nel 2020 alle Isole Canarie e sempre con il sospetto che fosse usata per contrabbandare droga. All’interno, la polizia spagnola ha trovato una scena di condizioni animali deplorevoli, cadaveri e animali malati o morenti. Ancora una volta, un fetore pervasivo riempiva la nave e non fu trovata alcuna droga.

In entrambi i casi, insomma, la droga non è mai stata trovata, ma le autorità e gli esperti lo sanno con certezza: il contrabbando di droga e altro su navi e camion che trasportano bestiame è da sempre e rimane ancora un’opzione sempre più attraente per i trafficanti.

Quasi 2 miliardi di animali da fattoria vengono trasportati in tutto il mondo ogni anno in un commercio del valore di oltre 20 miliardi di dollari all’anno.

Le navi da trasporto marittimo sono il vaso di Pandora del contrabbando internazionale – dice Charlotte Nithart, direttrice dell’ONG francese Robin des Bois, specializzata in sicurezza e inquinamento marittimo, contrabbando, bracconaggio e benessere degli animali. Le navi per il bestiame, dice, sono “senza rivali” nella loro utilità per trasportare illegalmente merci dubbie, come stupefacenti, armi, merci contraffatte e sottoprodotti della fauna selvatica.

I vantaggi delle navi per il bestiame, afferma Nithart, includono la logistica scoraggiante di dove mettere gli animali se una nave viene sequestrata, le dimensioni delle navi, i loro equipaggi mal pagati e la portata globale, che copre rotte dalla Colombia e dal Brasile all’Europa e porti del Mediterraneo orientale, compresi quelli di Turchia, Egitto, Libano e Giordania.

Altri vantaggi, racconta Maria Boada, specialista nel trasporto di animali vivi con la Animal Welfare Foundation, includono la difficoltà di cercare recinti pieni di animali vivi e gli odori forti.

nave droga animali

©La nave F.M.Spiridon/Cadena SER

Le misure eccezionali, insomma, che renderebbero più difficile l’ispezione di una nave per il bestiame e che includono controlli e requisiti sanitari aggiuntivi se gli animali vengono scaricati, oltre alla “complessità” esistente di perquisire qualsiasi nave sospettata di traffico di droga, rendono tutto più agevole per i contrabbandieri.

Chi di dovere continuerà a scavare in questo marcio, ma c’è di buono questo: in questo modo viene portato alla luce lo stato in cui migliaia di animali viaggiano da un continente all’altro, tra montagne di escrementi e cadaveri vari.

Fonti: Robin des Bois / The Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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