“L’esercito delle rane” è l’ultima folle tendenza di TikTok che spaventa i biologi: pericolosissima per gli ecosistemi

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È l’ultima (rovinosa) tendenza in voga sul social TikTok, quella di creare “eserciti” da centinaia di migliaia di animali per creare contenuti video virali: ma ci rendiamo conto delle conseguenze per l’ambiente?

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Alcuni mesi fa un giovane utente del social TikTok – @thinfrog, residente nel Regno Unito – ha iniziato la creazione di un vero e proprio “esercito di rane” e l’ha condivisa passo a passo nei suoi video divenuti (ovviamente) virali.

Il tutto è iniziato quando l’utente ha trovato per caso, in uno stagno poco profondo vicino casa sua, alcune uova di rana che ha sottratto al loro habitat (e ai loro genitori) per portarle nel proprio giardino. In breve tempo, rubando uova di rana a destra e a manca, è riuscito ad accumularne quasi un milione e mezzo.

Tutte queste uova si sono schiuse all’interno della piscina istallata nel giardino di casa, costruita apposta per accogliere tutti questi animali. Ma la follia di questo utente britannico, purtroppo, non si ferma qui: ha già annunciato ai suoi numerosissimi utenti di voler creare, per l’anno prossimo, una colonia di rane ancor più corposa – ben 10 milioni di esemplari – da ospitare in uno stagno gigante che costruirà appositamente.

@thinfrog

giant frog army are growing bigger😈🐸

♬ RAVE – Dxrk ダーク

@thinfrog non è l’unico utente di TikTok ad aver avuto la malsana idea di sottrarre animali al proprio habitat per creare delle colonie con milioni di esemplari.

Anche @arkeslo ha pensato bene di creare un altro “esercito” di animali – stavolta di coccinelle – per rispondere al video delle rane con qualcosa che destasse ancor più scalpore.  Ecco allora che il famosissimo Central Park, a New York, è stato invaso da più di 100 milioni di coccinelle.

Le sfide fra i creatori di eserciti di animali si sono fatte sempre più ardue e scandalose poiché questi sono incitati e supportati da eserciti di fan sul social TikTok e quindi, per ottenere più visualizzazioni, più like e più seguito, continuano a impegnarsi di questa distruzione degli ecosistemi.

Perché è proprio di questo che si tratta. Come ha spiegato la biologa Terry Curry in un’intervista alla testata britannica The Guardian, il trasferimento di animali dal loro habitat naturale a un altro ambiente danneggia non solo gli animali, ma anche il nuovo ecosistema in cui questi si trovano a nascere.

Introdurre una o più nuove specie in un ecosistema porta come conseguenza l’introduzione di virus e malattie che possono risultare fatali per le popolazioni di animali endemiche. In particolare, lo spostamento delle popolazioni di rane per mano dell’uomo è una delle principali minacce per la sopravvivenza della specie e potrebbe portarla all’estinzione.

Insomma, una bravata le cui conseguenze sulla flora e sulla fauna locali sono molto gravi e certamente non valgono qualche like o qualche visualizzazione in più. Il problema è che TikTok sembra non avere controllo sul genere di contenuti pubblicati dagli utenti, che possono essere violenti, offensivi, poco edificanti o addirittura pericolosi – come in questo e in molti altri casi.

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Il feed del social è composto in gran parte da contenuti creati da persone che l’utente non segue. Questo permette ai video più assurdi e strani di diffondersi in maniera esagerata e di accumulare consensi e visualizzazioni in maniera inaspettata.

La sfida quindi, più che fra gli utenti stessi, e fra gli utenti e l’algoritmo che propone i contenuti da vedere. Per questo motivo, molti si sbizzarriscono creando contenuti assurdi che il più delle volte veicolano messaggi sbagliati o dannosi – soprattutto se visti da ragazzini con il desiderio di emularli, sedotti dalla fama effimera e dal numero delle visualizzazioni.

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Fonte: The Guardian / TikTok

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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