Collare Seresto per cani: gli effetti collaterali del noto antiparassitario sono stati minimizzati e “insabbiati”

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Una serie di mail interne dell'Epa dimostrano che l'Agenzia di tutela ambientale statunitense conosceva bene i rischi dell'utilizzo del collare Seresto ma, nonostante ciò, non ha mai emesso alcun provvedimento che ne obbligasse il ritiro dal commercio

Come conservare al meglio le fragole

Vi abbiamo parlato più volte del collare Seresto, finito al centro dell’attenzione negli ultimi anni in quanto collegato alla morte di migliaia di animali domestici negli Usa, nonché falsificato e venduto su Wish.

Leggi anche:  Famoso collare antiparassitario per cani accusato di aver provocato la morte di 1700 pet negli Usa

Lanciato sul mercato nel 2012, questo collare utilizza l’imidacloprid e la flumetrina come principi attivi antiparassitari. L’efficacia è indubbia ma – di contro – queste sostanze rilasciate per mesi sui peli degli animali hanno portato ad alcuni gravi effetti collaterali causando, a detta di proprietari e veterinari, la morte di circa 1700 cani. Ma gli incidenti segnalati con ripercussioni minori sono stati decisamente di più (oltre 11mila solo nel 2021).

Ora, una serie di mail interne, dimostrano che l’Agenzia di tutela ambientale statunitense (Epa) conosceva bene i rischi dell’utilizzo di questo collare ma, nonostante ciò, non ha mai emesso alcun provvedimento che obbligasse il ritiro dal commercio del controverso antiparassitario.

L’Epa ha sempre affermato di non disporre di sufficienti dati per valutare correttamente l’eventuale connessione tra i problemi di salute riscontrati dagli animali e l’utilizzo del collare. Ha così richiesto e ricevuto maggiori informazioni dal produttori per poterle esaminare e nel 2021 ha avviato una revisione sui collari antiparassitari Seresto. Leggi anche: Collari antiparassitari per cani Seresto accusati di lesioni e morti: al via la revisione Epa (ma ci vorranno anni)

Nel frattempo, però, sono appunto emerse queste mail in cui si evidenziano le profonde preoccupazioni e il dibattito interno all’Agenzia su questo prodotto. E, cosa ancor più grave, alcuni scienziati sono stati avvertiti dai loro superiori di non documentare le loro preoccupazioni nelle e-mail, soggette poi alla divulgazione pubblica.

Un manager ha risposto ad esempio ad un membro dello staff che:

sarebbe inappropriato per te rispondere in veste ufficiale ed esprimere le tue opinioni personali

e di:

non esprimere le nostre preoccupazioni su Seresto nelle e-mail

In un’altra mail interna un membro dello staff Epa scrive:

Perché anche Seresto è registrato? Per lo meno non dovrebbe essere usato sul San [Joaquin] Kit Fox in via di estinzione

Alludendo alla pericolosità di questo strumento utilizzato su un animale già a rischio.

Sembra dunque che i manager dell’Epa in questi anni abbiano tentato di minimizzare i rischi del noto antiparassitario, “insabbiandoli” il più possibile, nonostante le segnalazioni degli stessi scienziati dell’Agenzia statunitense.

Alcuni membri dell’Epa erano talmente preoccupati da voler trasferire la regolamentazione dei prodotti per animali domestici alla Food and Drug Administration.

Tutto questo è emerso soprattutto grazie alla denuncia del Center for Biological Diversity che ha citato in giudizio l’azienda un anno fa, ottenendo molte delle e-mail interne dell’Agenzia.

Dopo le oltre 75mila segnalazioni su Seresto ricevute nel corso degli anni ci si aspettava una risposta pronta da parte dell’Epa e invece non è andata così. Come ha dichiarato Lori Ann Burd, direttrice del Center for Biological Diversity:

Queste e-mail raccontano la storia di un’agenzia focalizzata più sul salvataggio della faccia che sul salvataggio degli animali. La straziante tragedia è che dietro ogni rapporto di incidente c’è una storia di vera sofferenza: da convulsioni violente, eruzioni cutanee e perdita di peli a problemi gastrointestinali e persino morti.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: Usa Today / Center for Biological Diversity

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook