La carpa cinese senza spine è solo l’ultima forzatura della natura piegata ai nostri comodi

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I ricercatori cinesi hanno creato in laboratorio la prima carpa completamente priva di spine intramuscolari. Ma vale davvero la pena distruggere la natura per piegarla ai nostri bisogni?

In questi ultimi giorni, la notizia ha fatto il giro del mondo: si riconcorrono sul web gli articoli in merito alla creazione in laboratorio di una carpa geneticamente modificata per essere priva di spine. Oltre al fatto che buona parte dei pezzi in circolazione sembra essere frutto di un “copia e incolla” fatto senza neanche provare a cercare la fonte originale dello studio (noi ci abbiamo provato ma con scarso successo, visto che il sito dell’agenzia cinese citata da più parti come autrice dello studio è interdetto agli internauti occidentali), nessuno sembra preoccuparsi del risvolto etico dello studio in questione – ovvero della barbarie umana che ancora una volta prende il sopravvento sulla natura e sull’evoluzione.

Ma andiamo con ordine: i quotidiani cinesi parlano entusiasti di una nuova invenzione che promette di rivoluzionare l’industria alimentare mondiale, ma che a noi sembra invece solo un ennesimo stratagemma umano per piegare la natura e la biodiversità al proprio comodo.

I ricercatori asiatici hanno infatti “creato” una nuova razza di carpa geneticamente modificata e privata delle spine, in modo che ristoratori e consumatori non debbano perdere tempo a spinare il pesce prima di cucinarlo, con il rischio che qualche spina rimanga nascosta nella carne e diventi pericolosa durante il processo di deglutizione. Insomma, lo scopo della modificazione genetica è quello di rendere il pesce più facile da mangiare.

Dopo quasi un decennio di studi ed esperimenti, è stata creata in laboratorio la prima carpa cruciana (Carassius Carassius) completamente priva di lische intramuscolari. La carpa cruciana è un pesce d’acqua dolce dalla carne tenera e dal sapore delicato, particolarmente apprezzato in cucina e usato nella preparazione di molti piatti, ma ha un difetto: il suo corpo è pieno si piccole spine che ne rendono difficile la lavorazione a livello industriale.

Per piegare, una volta di più, la natura alle necessità umane, i ricercatori cinesi hanno condotto studi e ricerca su diverse specie di pesci fino ad individuare il gene responsabile dello sviluppo delle spine intramuscolari in questi animali. Agendo su questo gene, è stato possibile creare una nuova popolazione di carpe dotata del tratto “privo di lische”.

Questo studio, così efficace e proficuo, crea un precedente per altri studi simili che potranno in futuro dare vita a popolazioni ittiche senza spine, di cui noi ci potremo nutrire in maniera molto più agevole rispetto al presente. Giusto per ricordarlo – le spine per i pesci rappresentano l’apparato scheletrico, la loro possibilità di muoversi e di condurre una vita sana: privarli di questo significa infliggere ancor più sofferenze ad animali che, per soddisfare le nostre egoistiche scelte alimentari, sono già destinati a morire.

I ricercatori si sono detti entusiasti di questo “pesce disossato” che porterà a un sicuro miglioramento nel settore dell’industria ittica e nell’alimentazione di molte famiglie. Ma noi invece ci chiediamo: vale davvero la pena privare un animale – oltre che della sua vita e della sua libertà – anche delle sue caratteristiche fisiche naturali solo perché noi possiamo mangiarlo meglio?!

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Fonte: China Daily

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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