Piccolo levriero italiano: 10 cose da sapere prima di adottarne uno

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Se stai valutando di adottare un Piccolo levriero italiano ci sono alcune cose che dovresti sapere prima di accoglierlo in famiglia come, ad esempio, le sue caratteristiche peculiari che ti aiuteranno a capire a fondo il carattere e le esigenze di questa razza canina originaria del nostro Paese

È il più piccolo della famiglia dei Levrieri e non a caso anche nel suo nome questo aggettivo contraddistingue l’aspetto di questa agilissima razza canina, vanto del nostro Paese. Stiamo parlando del Piccolo levriero italiano, un cane di taglia piccola appartenente al gruppo 10 Levrieri, sezione Levrieri a pelo corto dell’ENCI.

La storia di questo cagnolino molto snello e vispo ha radici antichissime. Basti pensare che nel bacino del Mediterraneo sono stati rinvenuti i resti di un levriero di piccole dimensioni risalenti al 3.000 a.C. Riferimenti a questa razza si trovano negli scritti di Ovidio, Orazio e persino di Virgilio, ma anche nell’arte e nelle corti europee.

Nella nostra Penisola il Piccolo levriero italiano si diffuse principalmente nel Settentrione nei dintorni dell’attuale Pavia e fu una razza molto apprezzata dai reali per le sue doti in fatto di caccia e per il suo raffinato portamento. L’aspetto di questo cane è, infatti, molto elegante e il suo fisico asciutto e sinuoso lo rende un atleta davvero aggraziato.

La razza divenne famosa oltreoceano come “levriero in miniatura”, anche conosciuto con l’appellativo iggy. Il suo standard venne ufficialmente riconosciuto nel 1886 dall’American Kennel Club. Oggi il Piccolo levriero italiano oltre a essere un cane da corsa è una compagnia molto docile e affettuosa.

Il suo carattere è amichevole, dolce e leale

Il Piccolo levriero italiano è un cane da compagnia dolcissimo. Adora essere coccolato e sentirsi parte della famiglia. Con i suoi amici umani non si mostra affatto timido, cosa che può avvenire invece con gli sconosciuti. La sua natura molto buona non lo trattiene però dal fare nuove amicizie. Anche con gli estranei si lascia andare dopo non molto tempo, se non si spaventa prima. In fondo in fondo il Piccolo levriero italiano è un cane anche un po’ fifone.

Differenza con il Whippet

Il Piccolo levriero italiano condivide con il Whippet lo stesso gruppo cinofilo e un aspetto molto simile, ma il primo si differenzia da quest’ultimo levriero di origini inglesi principalmente per due elementi: peso e dimensioni. Il Whippet è infatti classificato come un cane di taglia media. La sua altezza al garrese è mediamente di 50 cm per gli esemplari maschi e 45 cm per le femmine. Il peso ideale varia dagli 11 ai 20 kg.

Per quanto riguarda il Piccolo levriero italiano invece l’altezza al garrese non deve superare i 38 cm sia per i maschi che per le femmine. Anche il peso è notevolmente diverso. Per questa razza lo standard FCI/ENCI stabilisce un peso massimo di 5kg.

La sua educazione non è complessa

Educare un cane può essere assai difficile tenendo conto del temperamento di questo, ma nel caso del Piccolo levriero italiano il problema non si pone del tutto. La razza è molto intelligente e può essere educata facilmente se vi è l’attitudine e purché l’educazione sia veramente gentile. Il Piccolo levriero italiano è un cane molto sensibile e fa molta attenzione al tono della voce di noi umani. Con il rinforzo positivo, esercizi a cadenza fissa e tanta dolcezza si otterranno i migliori risultati con lui.

Come per ogni razza canina è fondamentale che l’educazione sia coerente e costante. Tutti i membri della famiglia devono prendere parte a questo lungo processo affinché il cane non vada in confusione e finisca per comportarsi diversamente da come si vorrebbe.

Non ha bisogno di così tanto esercizio fisico come si pensa

Il Piccolo levriero italiano è un cane dalla grande energia, energia che sfoga nella sua attività preferita: la corsa. Al di là di questa, adora giocare e stendersi sul divano al fianco dei suoi amici umani mostrando tutto il suo affetto. Questo cane non richiede perciò chissà quanto esercizio fisico, contrariamente a quanto si possa pensare. Quando non si può far correre il proprio Piccolo levriero italiano all’aperto basteranno passeggiate di almeno 15 – 20 minuti per renderlo allo stesso modo felice.

Ha un istinto innato per la caccia

Il Piccolo levriero italiano è stato selezionato principalmente per le battute di caccia e l’istinto è tutt’oggi molto presente. A differenza di altri cani, però, questa razza non sfrutta il senso dell’olfatto per scovare le prede, ma fa affidamento sulla vista e, chiaramente, sulla sua velocità. Ecco perché potrebbe scattare in niente alla vista di qualcosa in movimento.

Le malattie che interessano la razza

Quella del Piccolo levriero italiano è una razza relativamente robusta con una aspettativa di vita che si aggira sui 12-15 anni. L’esemplare è suscettibile a una serie di condizioni tra cui:

  • infezioni virali e batteriche
  • lussazione della rotula e fratture
  • epilessia
  • atrofia progressiva della retina
  • ipotiroidismo
  • problemi ai denti
  • ermafroditismo o disturbo testicolare

Rapporto con i bambini

Il Piccolo levriero italiano è un cane espansivo e solitamente va d’accordo con i bambini. Se questi ultimi sanno comportarsi bene nei suoi confronti allora sarà un ottimo cane di famiglia. Questa razza ha tuttavia paura degli scatti bruschi e imprevedibili quindi nel caso di bimbi turbolenti non è certamente la più indicata.

Non è un cane aggressivo, risponde alla paura abbaiando e fuggendo via, ma questo chiaramente lo condizionerà nel rapporto con i cuccioli di casa. Proprio per tale ragione il Piccolo levriero italiano si relaziona meglio con i bambini non troppo piccoli.

Non suda e perde pochissimo pelo

A differenza degli altri cani ma anche di noi esseri umani il Piccolo levriero italiano non suda o meglio suda solamente sotto le sue zampette e il naso. Qui sono localizzate le ghiandole sudoripare di questa razza. Ciò fa sì che l’animale “non puzzi” a meno che non sia chiaramente sporco. Anche per quanto riguarda il pelo questa razza può vantarsi non poco.

Il suo manto è molto fine e raso e tranne nei naturali periodi di muta che corrispondono alla primavera e all’autunno non ne perde chissà poi quanto.

È molto suscettibile al freddo

Il Piccolo levriero italiano non tollera le temperature rigide e il perché non è poi così difficile da intuire. Avendo poco pelo nei mesi più gelidi il cane soffre il freddo e preferisce di gran lunga rintanarsi sotto coperte e plaid che mettere piedi fuori casa. Si raccomanda perciò l’uso di un apposito cappottino.

Anche in estate non bisogna dimenticarsi di proteggere il cane dal sole e dalla calura del periodo per scongiurare il famigerato colpo di calore.

Adora la compagnia di altri animali

Il Piccolo levriero italiano è un cane altrettanto amichevole con i suoi simili. Per quanto viva bene anche come “cane unico” condivide con molto piacere i suoi spazi con altri cani di piccola taglia. La presenza di un altro cane lo aiuta sicuramente a sentirsi meno solo quando il suo amico umano non è a casa.

Anche con i gatti si dimostra tollerante. Sarebbe sicuramente meglio che i due crescessero assieme per scongiurare che ai suoi occhi il felino possa tramutarsi in un gioco da rincorrere.

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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