La storia della passeggera del Titanic che rifiutò un posto per salvarsi pur di non separarsi dal suo cane

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Ci sono molte storie d’amore poco conosciute accadute sul Titanic, come quella di Ann Elizabeth Isham e del suo cane.

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Ci sono molte storie d’amore poco conosciute accadute sul Titanic, come quella di Ann Elizabeth Isham e del suo cane.

Nell’aprile del 1912, Ann Elizabeth Isham e il suo gran danese sarebbero dovuti arrivare da Cherbourg a New York con la nave denominata all’epoca come “la più sicura al mondo”: il Titanic. Purtroppo dopo l’impatto con un iceberg, accadde la tragedia che tutti conosciamo, e la gran parte dei passeggeri perse la vita, compresi Ann e il suo cane.

Titanic 1912

©The Bettmann Archive

Sarebbe potuta essere un’altra però la storia di questa passeggera del Titanic. Quando la nave cominciò ad affondare, le persone che viaggiavano in prima classe, come Ann, furono le prime ad essere sistemate nelle scialuppe di salvataggio. Era già seduta, aveva un posto e una speranza per salvarsi, tuttavia, l’amore che provava per il suo amico a quattro zampe, a cui era stato negato l’accesso alla barca a causa delle sue grandi dimensioni, le fece prendere la decisione più difficile della sua vita.

Nelle scialuppe di salvataggio, le vite umane avevano la priorità su quelle dei cani e così Ann decise di ritornare sul Titanic per ricongiungersi con il suo fedele amico. Lei fu una delle quattro passeggere di prima classe che quel 15 aprile 1912 persero la vita dopo l’affondamento del Titanic. Si ipotizza che tra i corpi trovati galleggianti nell’Oceano Atlantico ci fosse quello di una donna che stava abbracciando il collo di un cane.

I cani nel Titanic

i cani nel Titanic

©Widener University/Facebook

Avere un cane a bordo dimostrava già i privilegi e la differenza tra i viaggiatori, infatti solo i passeggeri di prima classe potevano portare i propri animali domestici. Secondo una mostra alla Widener University Art Gallery in Pennsylvania realizzata nel 2012, furono 12 i cani che viaggiarono nel Titanic, ma non si scarta la possibilità che anche altri passeggeri portassero di nascosto, quindi senza registrarli, i loro amici a quattro zampe.

Purtroppo solo tre dei dodici cani confermati a bordo del transatlantico condannato sono sopravvissuti alla tragedia: due cani pomerani e un pechinese.

Nonostante non sia stata trovata alcuna prova per confermare i fatti, non se ne sono trovate neanche per contradirla. La storia di Ann Elizabeth Isham e del grande amore che nutriva per il suo cane è riuscita ad affascinare tante persone, diventando una leggenda simbolo dell’amore per gli animali.

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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