Vittoria! Il Lazio dice basta alla crudele pratica dei cani a catena e vieta per legge anche i collari a strozzo

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Stop ai cani legati alla catena. La Regione Lazio ha vietato per legge questa pratica crudele, rendendo illegali anche i collari a strozzo.

Mai più cani in catene. La Regione Lazio dice finalmente stop alla pratica disumana, ancora troppo diffusa nel nostro Paese, fonte di stress e infinite sofferenze. Da adesso sul territorio regionale sarà vietato per legge usare catene per cani e altri animali d’affezione. Si tratta di una grande vittoria per tutti gli amici a quattro zampe, resa possibile possibile grazie alla mobilitazione di alcune associazioni animaliste, in particolare dell’OIPA (Organizzazione internazionale protezione animali) che ormai da tempo si batte per rendere liberi dalle catene i cani e non solo. 

Finalmente anche la Regione Lazio ha introdotto questo divieto, come già fatto da Campania, Veneto, Puglia, Umbria, Lombardia ed Emilia Romagna – commenta Rita Corboli, delegata OIPA di Roma. – Quella dei cani legati a catena è una pratica crudele che, come abbiamo visto nei roghi di questa estate, ha causato la morte di molti animali arsi vivi, senza possibilità di sfuggire alle fiamme: una fine atroce. Le nostre guardie zoofile, dopo la pubblicazione del provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, con i loro controlli sul campo s’impegneranno affinché il divieto sia rispettato e i trasgressori sanzionati.

Oltre al divieto di tenere i cani legati alla catena, sempre su proposta dell’OIPA, la Regione Lazio ha introdotto anche altre importanti novità a tutela degli animali: l’obbligo di autorizzazione sanitaria per gli allevamenti di qualunque tipo di animale, il divieto di vendita di cani non iscritti all’anagrafe canina (pena una sanzione fino a 1500 euro) e il divieto di usare collari a strozzo.

Multe salate per i trasgressori

Il divieto appena introdotto modifica la legge regionale del Lazio n. 34 /1997 “Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo” con un emendamento alle disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2021, approvata dal Consiglio regionale. E i trasgressori rischiano sanzioni fino a 2500 euro. 

L’emendamento prevede un’unica eccezione, ovvero la possibilità di limitare la libertà degli animali per motivi di salute, come per esempio a seguito di un intervento chirurgico, condizione che dovrà attestata da un certificato, rilasciato da un veterinario, che attesti la diagnosi e la durata del trattamento.

In troppe Regioni italiane legare i cani alla catena è ancora legale

La nuova legge rappresenta un’importante traguardo per il benessere animale in Italia, ma non è sufficiente. Purtroppo nel nostro Paese non esiste una legge nazionale che vieta di tenere i cane legati a una corda o una catena, dunque è ancora legale. E sono soltanto tre – ovvero Umbria, Campania e Lazio – le Regioni quelle che hanno approvato il divieto assoluto di usare catene per cani e altri animali, mentre tante altre (come Liguria, Basilicata e Sicilia) non prevedono alcuna regolamentazione in materia o vietano la catena con troppe deroghe. Ci auguriamo che anche le altre Regioni decidano al più presto di mettere la parola fine a questa pratica forma di maltrattamento, che provoca una serie di terribili conseguenze sullo stato psicologico, emotivo e fisico degli animali. 

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Fonte: Regione Lazio/OIPA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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