La cucciola di bulldog, costretta a operarsi più volte per respirare, riaccende i riflettori sui problemi dei cani brachicefali

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Una Bulldog di soli 14 mesi è già stata sottoposta a una serie di interventi chirurgici per via dell'assurda selezione della sua razza. Seguiranno altre operazioni, tra cui una per ampliare le sue narici e permetterle di respirare normalmente, come un qualunque altro cane

Sotto ai ferri per poter respirare come tutti gli altri cani. Questo è ciò che attende una Bulldog di poco più di un anno, salvata nel 2021 dalla Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) nel corso di un’indagine sul benessere animale negli allevamenti di cani di razza in UK.

La cagnolina brachicefala, alla quale è stato dato il nome di Tuna, presentava infiniti problemi di salute per colpa della spaventosa selezione della sua razza. Tutto pur di far avere all’animale un volto ancora più schiacciato, all’inverosimile.

Tuna aveva serie difficoltà a respirare per via della sindrome BAOS, ma non solo. Complicazioni che hanno reso indispensabile una serie di operazioni chirurgiche. Da poco Tuna, che ha solo 14 mesi, si è ripresa da un’operazione di resezione delle pieghe del volto e una per eliminare l’entropion. Ma gli interventi sono tutt’altro che terminati.

I veterinari hanno in programma di allargare le sue narici e rimuovere i tessuti in eccesso affinché possa respirare normalmente e provare a migliorare la sua qualità di vita. Per quanto gli interventi possano andare a buon fine, i suoi problemi di salute non scompariranno. Tuna avrà sempre una vita complicata.

Tuna non è come gli altri cuccioli che hanno un’energia infinita. Si stanca facilmente e fa fatica a godersi le passeggiate o il gioco. Ha trascorso quasi la maggior parte della sua vita tra veterinari e radiografie, mentre gli altri cuccioli hanno fatto corsi di socializzazione, ha detto l’infermiera veterinaria Katherine Maling.

Vi abbiamo già parlato di come razze brachicefale come, ad esempio, i Bulldog siano state stravolte dall’essere umano per rendere la loro estetica ancora più attraente. A pagarne le spese sono i cani stessi, per tutta la loro travagliata vita.

Non posso credere che le persone stiano deliberatamente allevando cani in questo modo. Non va bene e dovremmo opporci contro il modo in cui tutto questo è diventato normale per queste razze, ha concluso l’infermiera.

Proprio per via delle sofferenze patite da questi animali il Tribunale di Oslo ha da poco vietato in Norvegia di allevare Bulldog inglesi e Cavalier King Charles Spaniel. Lo scorso anno veterinari di tutto il mondo hanno lanciato una petizione per porre fine agli allevamenti di cani e altri animali brachicefali.

Fonte: RSPCA

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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