Cani e gatti abbandonati in arrivo dall’Ucraina: la petizione contro il divieto di accesso in Italia

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Chiudere le frontiere agli animali abbandonati e ai randagi dell'Ucraina è una grande discriminazione. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) lancia una petizione per chiedere al Ministero della Salute di ripensarci

Dall’orrore della guerra stanno fuggendo circa 3 milioni di cittadini ucraini. Ma la follia del conflitto ha stravolto pure la vita di tantissimi cani e gatti. E anche se diverse famiglie sono riuscite a portare i propri animali domestici con sé nei Paesi vicini in cui sono stati ospitati, molti altri sono stati abbandonati, mentre i randagi vanno in giro impauriti con il rischio di essere colpiti dai bombardamenti.

Sono diverse le associazioni animaliste che si stanno occupando di questi poveri animali indifesi e li stanno trasferendo in altri Stati per metterli al sicuro. Peccato, però, che l’Italia abbia deciso di chiudere le sue porte ai cani e ai gatti, in fuga dall’Ucraina, rimasti senza proprietari.

Gli animali non potranno più varcare il confine del nostro Paese, anche se presi in carico dalle associazioni. Una scelta considerata fortemente discriminatoria dal mondo degli attivisti. Di fronte a questa situazione, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) non si è data per vinta e ha lanciato una petizione per chiedere al Ministero della Salute Roberto Speranza di ripensarci e offrire una seconda opportunità nel nostro Paese ai cani e ai gatti provenienti dall’Ucraina.

L’obiettivo è chiedere al Ministero della Salute italiano di revocare il provvedimento e di predisporre un protocollo sanitario al pari di quello adottato per gli animali di proprietà al seguito dei rifugiati. – la LNDC Animal Protection – Così facendo, le Associazioni italiane di protezione animale, nel rispetto di tale protocollo di stretto controllo sanitario e profilassi preventiva delle zoonosi, potranno garantire una ulteriore tracciabilità degli animali introdotti, tutelando così la salute degli animali presenti sul territorio italiano, così come di tutti i cittadini.

Naturalmente la LNDC Animal Protection condivide la preoccupazione per la rabbia e altre possibili zoonosi che si potrebbero diffondere in Italia e chiarisce che per questo sono stati presi contatti soltanto con associazioni serie che farebbero viaggiare gli animali soltanto dopo averli sottoposti alle dovute vaccinazioni (a seguito del periodo di osservazione richiesto e muniti di passaporto europeo).

L’associazione ha già fatto sapere al Ministero della Salute che si impegnerà a far osservare un ulteriore periodo di quarantena per una maggiore sicurezza di tutti.

“Con tutte queste accortezze, non c’è davvero alcun motivo per vietare di portare questi animali in Italia e dare loro una speranza di vivere dignitosamente il resto della loro vita” chiarisce Piera Rosati, Presidente di LNDC.

Per firmare la petizione CLICCA QUI.

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Fonte: LNDC

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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