Questo studio conferma una cosa sul tuo cane che probabilmente hai sempre saputo

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Un nuovo studio conferma che i cani hanno autocoscienza e sono cognitivamente molto simili ai bambini piccoli, imparando anchein modi simili

Un nuovo studio conferma che i cani hanno autocoscienza e sono cognitivamente molto simili ai bambini piccoli, imparando anchein modi simili

Un studio ungherese ha approfondito le capacità cognitive del cane in relazione alla body awareness, la consapevolezza della propria figura così come il proprio essere. Una questione molto interessante della sfera canina che è stata analizzata in chiave introspettiva da un team di ricercatori universitari. 

Negli animali domestici, e nello specifico nei cani, l’autoconsapevolezza non era mai stata fino ad ora ispezionata più di tanto, lasciando molti interrogativi irrisolti. Mentre infatti negli umani la capacità di esser consci dei gesti compiuti e della persona pare svilupparsi già intorno ai cinque mesi di vita, negli animali un alone di mistero riveste nella scienza a tal proposito. 

Il cane è consapevole che il proprio corpo esiste? Sa cosa fa quando compie determinati movimenti o azioni come distruggere le ciabatte o sbadigliare? Queste le domande che si sono posti i ricercatori del Dipartimento di Etologia della Loránd University di Budapest.

Gli esperti hanno studiato il comportamento di alcuni cani, includendo i loro padroni nell’esperimento sociale e chiedendo loro di dare al proprio fido un comando specifico quando questi erano posizionati su un tappetino con degli oggetti annessi.

I comandi includevano il recuperare una pallina attaccata al tappeto e successivamente un altro gioco inserito invece al di sotto del tappeto. 

In entrambi i test, i cani hanno dimostrato di comprendere quali fossero gli ostacoli, lasciando il tappetino più o meno frequentemente, come nel voler comunicare ai loro osservatori che sapessero cosa poteva interferire, o meno, nel compito datogli. 

I ricercatori sono stati sorpresi dai risultati registrati che provano complesse capacità mentali dei nostri animali domestici e li spingono a chiedersi se queste abilità cognitive siano condivise anche da altre specie di dimensioni più grandi come cavalli o elefanti.

Sicuramente ora sappiamo che non è più tanto causale se il nostro cane combina un disastro e poi viene da noi con uno sguardo dolce, dispiaciuto o imbarazzato. 

Fonte: Scientific Report 

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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