Beagle a Verona destinati alla sperimentazione, anche le istituzioni chiedono verifiche e si mobilitano per salvarli (PETIZIONE)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

A Verona cittadini e istituzioni scendono in campo per salvare i 20 cuccioli di Beagle dalla sperimentazione animale alla Aptuit

Non si arresta l’ondata di polemiche per il terribile destino dei 20 cuccioli di Beagle, destinati alla sperimentazione animale presso il centro di Aptuit (di proprietà della multinazionale farmaceutica tedesca Evotec).

Per tentare di salvarli non si stanno mobilitando soltanto cittadini e attivisti, che hanno organizzato due manifestazioni di protesta programma il 18 e il 26 settembre davanti alla sede del laboratorio veronese. Anche le istituzioni locali si stanno muovendo per chiedere verifiche su quanto sta accadendo ai poveri cani arrivati con un furgone dalla Francia lo scorso 8 settembre. 

A intervenire sulla vicenda la consigliera comunale di Verona delegata alla Tutela e benessere animale, che ha chiesto al Settore Veterinario dell’Ulss9 Scaligera una relazione e controlli sulle attività condotte dall’azienda Aptuit, impegnata in attività di sperimentazione animale.

Abbiamo ricevute molte segnalazioni da cittadini allarmati dall’arrivo di 20 beagle destinati alla sperimentazione –  spiega Bocchi – Da LAV abbiamo saputo dell’arrivo dei cani e di concerto con l’onorevole Maturi mi sono informata per dare risposta ai cittadini nell’ambito delle competenze del Comune. Per questo ho chiesto al Settore Veterinario dell’Ulss di verificare e relazionarci sulle condizioni di detenzione degli animali e, come prevede la norma, abbiamo richiesto la documentazione specifica sul progetto anche al Ministero, obbligatoria in queste procedure.

Le manifestazioni e la petizione per salvare i Beagle 

Un paio di giorni fa vi avevamo annunciato che il 26 settembre si terrà una protesta organizzata dal basso per fermare la sperimentazione sui Beagle, ma ne già stata organizzata anche un’altra che si terrà sempre a Verona il 18 settembre.

Questa volta ad attivarsi per la liberazione dei 20 cuccioli è stata la Consulta per il Benessere e Tutela degli Animali di Verona, che raggruppa varie associazioni animaliste, tra cui la LAV (Lega Anti Vivisezione) e il WWF. 

Le associazioni chiedono ad Aptuit di agire nella massima trasparenza e collaborazione con le autorità competenti per chiarire i tanti silenzi e le zone d’ombra che da tanto tempo riguardano gli esperimenti sugli animali rinchiusi nei laboratori, senza mai vedere la luce del sole, sottoposti a test e sofferenza in nome della ‘scienza’ – chiarisce la LAV –  Purtroppo la sperimentazione animale non è mai stata vietata in Italia né altrove e nei laboratori è ancora legale sperimentare su cani, sui primati, sui gatti, sui suini, sui cavalli, perfino sui pesci, oltre che sui topi . Dopo la battaglia per la chiusura di Green Hill si è ottenuto il divieto di allevare cani per la sperimentazione nel nostro paese. E’ stato un segnale forte, un momento molto significativo nella lotta contro la sperimentazione animale che ha aggregato molte forze e scosso le anime più sensibili. Purtroppo chi conduce questi esperimenti crudeli si rifornisce, in modo legale, da paesi confinanti come la Francia, da cui provengono questi cagnolini. sappiamo che alla Aptuit/Evotec da sempre sono detenuti cani Beagle ( che arrivano regolarmente dall’estero) e anche primati non umani (della specie Uistiti).

La protesta “Aprite le porte” si svolgerà alle ore 11 in via Fleming 4, davanti alla sede dell’Aptuit:

Intanto la petizione lanciata qualche giorno fa su Change.org per salvare i 20 Beagle ha già raggiunto quota 15.049 adesioni. Noi vi invitiamo a firmarla (per farlo CLICCA QUI) per esprimere l’indignazione nei confronti di questa assurda crudeltà inflitta (ancora nel 2021) ai migliori amici dell’uomo! 

Firma l’Iniziativa dei Cittadini Europei per porre fine alla sperimentazione animale!

In tutta Europa sono ancora quasi 11 milioni gli animali usati nei laboratori di ricerca, 600.000 solo in Italia, nonostante dal 2013 siano in vigore molte limitazioni a livello europeo. Gli esperimenti sono spesso invasivi e comportano sempre dolore per gli animali coinvolti. Cani, gatti, primati, topi, porcellini d’india, pesci e tante altre specie, vengono impiegati non solo nella cosiddetta “ricerca di base”, ma in un grande numero di test purtroppo ancora obbligatori per legge, nonostante tutte le evidenze scientifiche dimostrino che la vera ricerca passa attraverso l’uso di test sostitutivi, più moderni e più efficaci.

Per dire basta a questa crudeltà, ancora molto diffusa soprattutto nel settore cosmetico, la LAV (Lega Anti Vivisezione) ha lanciato un’Iniziativa dei Cittadini Europei insieme ad altre organizzazione animaliste europee.

Per firmare l’ICE CLICCA QUI

Seguici su Telegram | Instagram Facebook | TikTok | Youtube

Fonti: Laura Bocchi (Facebook)/LAV/Change.Org 

Leggi anche: 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook