I barbagianni producono mappe mentali dell’ambiente che li circonda (ma il modo in cui è stato scoperto è crudele)

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Alcuni ricercatori hanno scoperto (in modo brutale) che i barbagianni hanno neuroni che permetterebbero loro di ricordare i luoghi

Alcuni ricercatori hanno scoperto che i barbagianni hanno neuroni che permetterebbero loro di ricordare i luoghi già visitati – ma per farlo hanno sottoposto gli animali a una vera e propria tortura

In questi giorni è stato pubblicato uno studio sui barbagianni condotto dai ricercatori dell’Israel Institute of Technology, secondo cui questi uccelli sarebbero dotati di alcuni neuroni speciali – gli stessi che permettono agli esseri umani di creare mappe mentali dell’ambiente che li circonda e ricordare la planimetria dei posti dove sono già stati (questo aiuterebbe gli uccelli ad orientarsi durante il volo, anche in totale assenza di luce).

Purtroppo, però, per osservare l’attività cerebrale dei barbagianni e giungere a queste conclusioni sono stati impiantati dei chip nel cervello di alcuni di loro – una vera e propria tortura, un modo brutale e crudele di fare scienza che dovrebbe farci riflettere profondamente sulla reale necessità di certi esperimenti. 

I ricercatori, infatti, con l’ausilio di microchip wireless hanno analizzato l’attività cerebrale di alcuni esemplari di barbagianni durante il volo di andata e di ritorno tra due trespoli: è emerso che alcuni neuroni presenti nell’ippocampo degli uccelli si sono attivati maggiormente in punti specifici del loro percorso.

Si tratta delle cosiddette cellule di posizione (gruppi di neuroni particolarmente attivi quando l’animale visita un certo luogo), già note nel cervello umano e  recentemente scoperte anche nel cervello di alcuni mammiferi – compresi alcune specie di roditori e pipistrelli. Tuttavia, questa è la prima volta che si attesta all’evidenza di tali cellule negli uccelli durante il volo.

Ma era proprio necessario sottoporre gli uccelli a questa tortura, solo per scoprire il modo in cui volano e si orientano? Molte volte l’essere umano, spinto dalla sua smania di conoscenza, dimentica che gli animali sono prima di tutto esseri senzienti, dotati di intelligenza e sensibilità – non meri fenomeni da studiare in laboratorio.

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Fonte: bioRxiv

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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