Stanno nascendo i pipistrelli, cosa fare se si trova un cucciolo in difficoltà

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In estate i pipistrelli partoriscono i loro cuccioli e molto spesso ci si può imbattere in qualche piccolo in difficoltà. Dopo aver consultato un esperto ci sono una serie di operazioni che si possono fare per mettere in sicurezza e salvare i pipistrelli neonati

L’estate è finalmente iniziata e da giugno fino ad agosto le femmine di pipistrello daranno alla luce i loro piccoli. In questo periodo dell’anno non è raro imbattersi nei neonati di chirotteri dal peso di scarsi 2 grammi.

Alcuni, però, hanno bisogno di aiuto, specialmente se si trovano a terra. Ma cosa fare quando si incontra un cucciolo di pipistrello in difficoltà? Per prima cosa è indispensabile mettersi in contatto con un Centro di tutela della fauna selvatica o l’associazione Tutela Pipistrelli e non improvvisarsi soccorritori del momento.

Parecchie sono già le segnalazioni pervenute ai vari centri nel territorio nazionale.

Dopo esser consultato il parere di un esperto si può procedere con alcune manovre a seconda del caso che abbiamo davanti a noi. Vediamo subito quali sono.

Pipistrello neonato

Un chirottero appena nato va messo in sicurezza il prima possibile. Se si trova un cucciolo di pipistrello allora l’animale va adagiato in una scatola chiusa. Può sembrare innaturale, ma sono frequenti i casi di pipistrelli fuggiti dai fori delle scatole.

Nella scatola va posizionata della carta assorbente sul fondo e una borsa dell’acqua calda da avvolge in altra carta assorbente. Anche se le temperature esterne dovessero essere da bollino rosso, questo passaggio è fondamentale.

Se la madre è nelle vicinanze si può tentare un riavvicinamento; nessun esperto saprà prendersi cura del piccolo come farebbe la sua mamma. In ogni caso, se non lo si è fatto prima, dopo aver spostato il chirottero nella scatola bisogna rivolgersi a un centro per la fauna selvatica.

Pipistrello più cresciuto, ma debilitato

Se il chirottero presenta già del pelo, ma appare debilitato allora probabilmente è disidratato. All’animale deve essere somministrata della pappa reale fresca, no miele, e tanta acqua. Per l’acqua si può utilizzare una siringa per insulina, chiaramente senza ago.

Si può poi preparare un pappone con i seguenti ingredienti e le rispettive dosi:

  • 3/4 vasetto omogeneizzato unicamente di manzo
  • 1/4 omogeneizzato di sola banana. Se questo non è reperibile allora si può frullare una banana e adoperarne due cucchiai in totale
  • 1 uovo intero e crudo

Del pappone va data il quantitativo di una siringa per insulina al giorno. Si può dividere la dose in due e somministrare la seconda passate 4 ore. Dopo ogni pasto è importante tenere al caldo il pipistrello. Riporlo nella scatola sulla borsa d’acqua calda avvolta nella carta.

Il restante pappone può essere congelato e scongelato all’evenienza, ma può essere somministrato al pipistrello solo per brevi periodi. Questo non può essere l’alimentazione del pipistrello in cattività. In questo caso si consiglia di acquistare delle camole della farina.

Come per l’altro caso, vanno consultati gli esperti di Tutela pipistrelli o dei centri di recupero per sapere come procedere. Ogni caso è diverso dall’altro e richiede un particolare tipo di intervento per aiutare questi animali in declino nel nostro Paese.

Cosa non fare mai

Se si è da poco recuperato un piccolo di pipistrello allora non bisogna mai pensare di nutrire il chirottero con del latte per altri animali tipi gatti, cani o capre.

Erroneamente si può pensare che questo tipo di latte possa andare bene anche per questa specie, ma non è così. Tantissimi sono i pipistrelli morti poiché alimentati in modo scorretto o avvelenati dal cibo che hanno ricevuto.

Fonte: Tutela pipistrelli

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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