In Italia vedremo sempre meno delfini, tartarughe, lontre e grifoni #giornatamondialedellanatura

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Oggi si celebra la Giornata mondiale della natura selvatica, ma in Italia molte specie - tra cui i grifoni, gli orsi marsicani e i delfini - sono sempre più in pericolo. Per tutelare la fauna selvatica della nostra penisola, Legambiente ha inserito nel nuovo report 10 proposte concrete.

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Si celebra oggi la Giornata mondiale della natura selvatica, ma nel nostro Paese, purtroppo, sono sempre di più gli animali selvatici a rischio. L’Italia ospita circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa. Tuttavia, la sua biodiversità è messa in pericolo da una serie di fattori tra cui l’inquinamento, i cambiamenti climatici e lo sfruttamento delle risorse. Come ribadito nel nuovo report Legambiente relativo alla fauna selvatica, se non verranno attuate al più presto delle strategie efficaci di tutela della fauna, per gli italiani sarà sempre più raro vedere alcuni animali tra cui grifoni, lontre, delfini e orsi bruni.

“Occorre tutelare di più la fauna a rischio del Paese risolvendo i conflitti tra le istituzioni, incrementando le risorse economiche e istituendo le aree protette marine e terrestri a partire da quelle già previste” spiega l’associazione ambientalista, che ha lanciato anche una decina di proposte concrete a favore delle specie selvatiche della penisola.

Report Legambiente: le 12 specie selvatiche a rischio in Italia

Il nuovo rapporto pubblicato da Legambiente offre un quadro interessante su alcuni animali selvatici che popolano l’Italia. Nel documento vengono analizzate 12 specie a rischio e di elevato valore conservazionistico. Tra questi troviamo il grifone, la trota mediterranea, il tritone crestato italiano, la lontra, l’orso bruno marsicano, il lupo e il camoscio appenninico, le farfalle e gli altri insetti impollinatori, lo squalo, il delfino e la tartaruga Caretta caretta. 

Mentre alcune di queste specie sono a rischio estinzione, come il grifone, la trota mediterranea e l’orso bruno marsicano, le farfalle e impollinatori, altre – tra cui il delfino comune e la tartaruga Caretta caretta – sono in pericolo. Infine, ci sono delle specie selvatiche, ad esempio il camoscio appenninico e il lupo, che grazie ai progetti LIFE (programma dell’Unione europea per l’ambiente e l’azione per il clima) e all’impegno dei parchi, sono riuscite a scampare all’estinzione.

Per scongiurare la scomparsa di queste e altre specie in Italia, però, è necessario agire senza perdere tempo e con azioni mirati.

“Nel nostro Paese manca ancora la capacità di pianificare le priorità e le scelte per mettere in sicurezza il nostro capitale naturale. – sottolinea Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente – Mancano gli strumenti, sia i Piani d’azione delle specie a rischio che le risorse per continuare a operare in questo campo, e manca la capacità di concertare e decidere in maniera appropriata anche questioni spinose come nel caso dell’incomprensibile ritardo nell’approvazione del Piano di gestione e conservazione del lupo. Per questo è importante adottare un approccio integrato alla risoluzione dei problemi e mitigare la perdita di biodiversità, ridurre l’impatto della crisi climatica aumenta e prevenire le zoonosi rispettando anche gli obiettivi contenuti nella Strategia dell’UE sulla Biodiversità per il 2030”.

Le proposte di Legambiente a tutela della fauna selvatica a rischio

In Italia, così come nel resto d’Europa e del mondo, la perdita della biodiversità rappresenta uno dei maggiori problemi ambientali che l’umanità deve affrontare. A tale proposito, Legambiente ha inserito nel nuovo report una serie di proposte volte alla tutela della fauna selvatica. Ecco i 10 punti:

  1. Più aree protette per garantire la tutela meglio le specie faunistiche e creare santuari per la biodiversità a rischio
  2. Migliorare la gestione della biodiversità e il capitale naturale e rafforzare la rete Natura 2000
  3. Rafforzare la conoscenza della biodiversità e il monitoraggio della fauna selvatica a rischio
  4. Definire i Piani d’azione per le specie faunistiche a rischio a scala di sistema e per ogni area protetta
  5. Redigere Piani di adattamento e di mitigazione al cambiamento climatico per la fauna a rischio
  6. Attuare la Strategia marina per rafforzare la tutela della fauna e gli ecosistemi costieri e marini
  7. Creare una rete nazionale dei boschi vetusti e aree rifugio per la fauna selvatica a rischio
  8. Proteggere gli ecosistemi e migliorare i servizi ecosistemici offerti dal capitale naturale entro il 2030
  9. Combattere le specie aliene invasive e procedere alla eradicazione di specie dannose per la
    biodiversità
  10. Sostenere l’economia della natura e finanziare la biodiversità e il capitale naturale

Fonte: Legambiente

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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