Xylella: cos’è il (discusso) sapone naturale per piante che avrebbe fatto ricrescere gli ulivi in Puglia

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Presentato come prodotto curativo che limita o arresta l'epidemia distruttiva causata dal batterio, questo "sapone" non è un fitofarmaco.

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Presentato come prodotto curativo che limita o arresta l’epidemia distruttiva causata dal batterio, questo “sapone” non è un fitofarmaco. Ma ha fatto molto parlare di sé

Un sapone che sarebbe in grado di bloccare l’avanzare della Xylella. Ha fatto, e fa ancora, molto discutere il trattamento messo a punto da un tecnico di laboratorio chimico-biologico di Castiglione, in provincia di Lecce, che ridurrebbe l’indice di malattia delle piante di olivo infette da Xylella fastidiosa.

Lui è Luigi Botrugno e il suo rimedio contro l’essiccamento degli olivi si chiama NuovOlivo, che ha ottenuto una validazione scientifica con la pubblicazione su Crop Protection.

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Il suo merito sarebbe quello di aver ideato un prodotto capace di far rinverdire gli ulivi essiccati. Non è un fitofarmaco, ha precisato più volte Botrugno. Molti coltivatori sono contenti del nuovo trovato, con davvero tantissime testimonianze sui social, tuttavia Botrugno, che è anche titolare dell’Antica saponeria del Salento, è finito più volte nell’occhio del ciclone.

Cos’è NuovOlivo

Si tratta di un detergente naturale a base di oli vegetali ed estratti di più specie botaniche più idrossido di sodio e di calcio, e zolfo, attivato con bicarbonato di sodio (il suo brevetto è il n. 102017000109094 Ministero dello Sviluppo Economico, Italia) è stata testata nel controllo della sindrome da declino rapido dell’olivo associata a Xylella fastidiosa subsp. pauca.

I test sono stati condotti in due oliveti naturalmente infetti situati nella provincia di Lecce.

l primo esperimento comprendeva olivi di 70-75 anni cv Cellina di Nardò, a Montesano Salentino. Qui la percentuale dell’indice di malattia di McKinney è stata ridotta al 2,5% e le piante hanno prodotto frutti a drupa dopo sette trattamenti. Gli olivi sono stati irrorati due volte all’anno e potati in inverno. Il secondo esperimento comprendeva olivi di 60-65 anni cv Ogliarola salentina che crescevano a Sternatia e che inizialmente mostravano un indice di malattia del 90,88%. Questa cifra è stata ridotta al 4,0% dopo due anni di tre trattamenti con spray.

olivi studio xylella

@Crop Protection

In entrambe le cultivar di olivo, ci sarebbe stata una netta riduzione della malattia. Durante l’indagine, come spiega lo studio, l’indice di malattia si è drasticamente ridotto. Le piante, insomma, smettono di rinsecchire, e ridivengono verdi.

Le accuse

“Santone” degli uliveti, truffatore, luminare fitopoatologo, di Botrugno ne hanno dette di ogni, ultimo il presidente della commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati che al termine della quarta commissione ha ascoltato l’assessore Pentassuglia e i tecnici dell’osservatorio e dell’assessorato, Infantino e Nardone. Come riporta una nota del Consiglio regionale, Amati ha affermato che:

L’Università Aldo Moro di Bari non ha mai rilasciato alcuna autorizzazione ad apporre sulla cartellonistica del prodotto Nuovolivo il proprio logo. Lo ha comunicato il prof Luigi Ricciardi, direttore del Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti. Ancora una volta, in questa storia, dobbiamo prendere atto di messaggi ambigui con i quali si cerca evidentemente di convincere gli agricoltori della bontà di rimedi che purtroppo non ci sono.

E continua:

Già in Commissione abbiamo avuto la conferma dai tecnici e dallo stesso assessore che non vi è al momento alcun rimedio per fitopatologie che provocano il disseccamento degli alberi, quindi anche la Xylella. Tanto che gli uffici della sezione Agricoltura stanno valutando di procedere per pubblicità ingannevole. Adesso apprendiamo anche che una delle due aziende che promuovono prodotti (uno è un mix di saponi naturali, l’altro di coadiuvanti) ha apposto senza autorizzazione il logo dell’Università di Bari sulla propria cartellonista con l’evidente tentativo di dare al prodotto (Nuovolivo, in questo caso) il credito di un autorevole ente pubblico di ricerca. E invece il prof Ricciardi precisa che non solo non hanno mai autorizzato l’utilizzo del logo ma che non esistono nel Disspa progetti di ricerca sottoposti al Consiglio di Dipartimento e dallo stesso autorizzati o giunti a finanziamento riconducibili a quanto segnalato e che in nessun caso il Dipartimento ha intrattenuto formali rapporti o interazioni di lavoro o scientifiche con i rappresentanti legali dell’azienda produttrice del Nuovolivo, per cui il Disspa non è neanche a conoscenza degli itinerari colturali messi in atto col prodotto citato.

Luigi Botrugno ha sin dal primo momento respinto tutte le accuse:

Intanto, tengo a precisare come io non abbia mai usato e sfruttato i loghi del Comune di Lecce e dell’Università di Bari, non è mio interesse farlo. Posso dire di aver effettuato delle prove sul campo anche nel centro di Lecce, con l’avallo dell’Amministrazione, e lo stato di salute di quegli ulivi è sotto gli occhi di tutti, crescono rigogliosi dopo essere stati infestati dal batterio. Inoltre, altre sperimentazioni sono state condotte su altri uliveti e anche in quei casi i risultati sembrano più che confortanti.

Il tecnico rivendica in sostanza la validità del suo metodo, che – ci tiene a precisarlo – non è un farmaco ma un detergente naturale a base di oli vegetali ed estratti di specie di piante. Vero è che è risultato efficace su olivi naturalmente infetti.

Che la Regione Puglia – in base all’articolo 10 del Regolamento di Esecuzione (Ue) 2020/1201 della Commissione, del 14 agosto 2020, relativo alle misure per prevenire l’introduzione e la diffusione nell’Unione della Xylella fastidiosa – è tenuta a privilegiare le soluzioni non chimiche, favorendo quelle biologiche e meccaniche, è ormai assodato.

Fonti: Crop Protection / Consiglio Puglia

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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