Pesticidi: in Europa circolano ancora troppi prodotti importati che non rispettano gli standard UE

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La Francia chiede regole più severe sui prodotti agricoli con pesticidi importati nell'UE per evitare il crollo della produzione in Europa

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In Europa si riapre il dibattito su agricoltura e pesticidi. Il problema non è rappresentato soltanto le sostanze utilizzate sui campi agricoli europei, ma anche dai prodotti importati da Paesi terzi, che non rispettano gli stessi standard. Per la Francia si tratta di un importante ostacolo da superare. Sulla questione è intervenuto qualche giorno fa il ministro dell’Agricoltura francese Julien Denormandie, chiedendo l’introduzione di regole più ferree. Ma la proposta è stata accolta con poco entusiasmo, visto che potrebbe portare inevitabilmente ad un aumento dei prezzi.

Il timore della Francia è che gli obiettivi del Green Deal e della strategia Farm to fork finiscano per dare un colpo di grazie alla produzione europea, a discapito dei Paesi extra-Ue, dove vigono regole meno stringenti. In poche parole le restrizioni, fondamentali per proteggere la biodiversità e ridurre le emissioni, potrebbero portare a un crollo della produzione all’interno degli Stati membri, che sarebbero quindi costretti ad importare prodotti pieni di pesticidi provenienti da altri Paesi.

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La Francia spinge per regole più ferree

In qualità di Presidente del Consiglio Agricoltura, Julien Denormandie supervisionerà l’attesa revisione della Direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi (SUD), che dovrebbe essere adottata a marzo. Tale direttiva punta a ridurre i rischi derivanti dall’uso di pesticidi sulla salute umana ma anche sull’ambiente.

“La nuova direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi deve consentire l’armonizzazione delle pratiche in tutta Europa e proporrei anche, in qualità di Presidente del Consiglio, che questa revisione includa una disposizione sui limiti massimi di residui” ha dichiarato Denormandie.

Secondo il ministro francese, ciò consentirebbe di “controllare ciò che accade sul territorio europeo a tutela dei nostri produttori e dei nostri consumatori”.

Siamo consapevoli che il cambiamento climatico renderà sempre più la terra del mondo inadatta alla coltivazione. Questo ci obbliga nel ruolo dell’agricoltura europea come fornitore di cibo e come esportatore – ha chiarito il Presidente del Consiglio Agricoltura – Sarebbe anche insensato in termini di sovranità e di ambiente se una transizione dovesse comportare un ritiro, un aumento delle importazioni e, quindi, una sostituzione delle nostre emissioni di gas a effetto serra con l’importazione di quelle di altri.

La richiesta della Francia è quella di “un’armonizzazione interna unita ad un controllo esterno”, ma questo potrebbe portare anche ad un aumento dei prezzi dei prodotti importati. Tuttavia, al momento la Commissione Ue non intende rivedere la normativa MRL (relativa ai livelli massimi di residui, ovvero le tracce di pesticidi che non devono superare determinate soglie).

Ciò che fa sorridere è il fatto che la proposta dell’introduzione di regole più ferree in ambito agricolo parta proprio dalla Francia. Proprio in questo Paese dal quest’anno potrebbe autorizzato nuovamente l’uso dei neonicotinoidi, vietati in Europa dal 2018 e noti per essere pesticidi killer delle api e di altri insetti preziosi. Un bel paradosso.

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Fonte: EURACTIV

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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