Mais Ogm: la messa al bando in Messico spaventa le multinazionali Usa

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Entro il 2024 in Messico sarà vietato coltivare mais Ogm. Le multinazionali come Bayer tremano e presentano ricorsi, senza successo.

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Entro il 2024 in Messico sarà vietato coltivare mais Ogm (e utilizzare il glifosato). Le multinazionali come Bayer-Monsanto tremano e presentano ricorsi, senza ottenere successo.

In Messico è in atto una vera e propria battaglia contro il mais Ogm. Un decreto dello scorso gennaio ha segnato la sua messa al bando definitiva, che avverrà gradualmente entro il 2024. Si tratta del primo Stato americano a vietare la produzione di questo alimento geneticamente modificato.

Gli obiettivi principali di questa decisione, fortemente sostenuta dal Presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador, sono proteggere il mais autoctono e contribuire alla sovranità alimentare” dello Stato, dove questo cereale è ampiamente consumato e utilizzato per preparare piatti tipici come le tortillas. 

Leggi anche: NO al mais OMG in Messico: vittoria storica dei contadini contro Monsanto (Bayer)

Il Governo messicano vuole tutelare il mais autoctono e i piccoli agricoltori

In un rapporto del 2017, la Commissione nazionale per la biodiversità del Messico CONABIO spiega che circa 2 milioni di agricoltori messicani continuano a coltivare mais autoctono “in tutto il territorio in un regno diversificato di condizioni agroecologiche”, ribadendo che preservare questa diversità è “indispensabile”. 

La lotta contro il mais Ogm – ma anche contro il glifosato – intrapresa dal Governo messicano trova il pieno sostegno dei piccoli agricoltori, degli indigeni e degli attivisti per l’ambiente. Infatti, sia le coltivazioni Ogm che il glifosato (pesticida che verrà vietato in Messico entro il 20214) hanno pesanti ripercussioni sui coltivatori minori e sulle popolazioni indigene del Paese, dove vengono coltivate circa 60 varietà di mais (molto resistenti) e altre colture, tra cui peperoncino, avocado, e amaranto.

La tutela del mais autoctono è sempre stata a cuore al Presidente messicano López Obrador, che già durante il suo discorso inaugurale del 2018 ribadì quanto il mais fosse “sacro” per il Messico.

La reazione delle multinazionali statunitensi 

Se da un lato decisione di mettere al bando mais Ogm e il glifosato è stata ben accolta dalle comunità indigene messicane, dall’altro le grandi multinazionali statunitensi tremano in quanto proprio gli Stati Uniti sono tra i maggiori importatori di questo alimento geneticamente modificato coltivato in Messico. Negli Usa, infatti, oltre l’80% del mais importato è Ogm. 

Le lobby dell’agricoltura Usa sono sempre più preoccupati della presa di posizione nei confronti degli alimenti Ogm. Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, a causa della riduzione delle coltivazioni geneticamente modificati e dell’aumento di quelle biologici, si assisterà ad una brusca riduzione della produzione e dell’impennata dei prezzi di numerosi alimenti.

Qualche mese prima dell’approvazione del decreto contro il mais Ogm in Messico, l’ex rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Robert Lighthizer ha esortato il Paese a cambiare idea per non “minare la forza delle relazioni bilaterali” tra i due Stati; mentre diverse grandi multinazionali, tra cui Bayer-Monsanto e Sygenta, hanno presentato ricorsi per porre fine al divieto della semina del mais Ogm nel Paese, uscendone sconfitte. 

Il governo messicano non è disposto a cedere alle pressioni delle lobby.

Ci impegniamo a passare a un sistema agroalimentare equo, sano, sostenibile e competitivo – ha dichiarato il vicesegretario all’agricoltura, Victor Suárez – Il decreto deriva dalla responsabilità del governo di spostarsi verso un nuovo paradigma che riguarda il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo.

In poche parole le multinazionali come Bayer-Monsanto dovranno mettersi l’anima. Per una volta Davide non riesce a vincere contro Golia.

Fonti: Politico/Governo messicano/Demanda Colectiva Maíz

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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