Frutta e verdura con pesticidi vietati e oltre i limiti: Carrefour condannato in Brasile

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In Brasile Carrefour è stato condannato a pagare delle sanzioni per aver venduto frutta e verdura con troppi pesticidi (anche vietati)

Carrefour, una delle più grandi catene di supermercati al mondo, è stata condannata in Brasile per aver venduto in vari punti vendita frutta e verdura con troppi pesticidi, in alcuni casi addirittura vietati.

Sono state le indagini di Agência Pública e Repórter Brasil a riscontrare questa situazione in almeno tre stati. In particolare erano fragole, lattuga e altre tipologie di frutta e verdura a presentare tracce di pesticidi al di sopra dei limiti consentiti in Brasile, e in alcuni casi si trattava di sostanze vietate.

Il tutto all’interno di punti vendita di una catena che utilizza slogan come il seguente per pubblicizzare i suoi prodotti:

Se vi chiediamo di pensare a una parola che rappresenti un alimento gustoso e nutriente, non sarà certo ‘pesticida’.

In pratica, in una campagna commerciale, Carrefour in Brasile assicura di vendere nei suoi store “frutta e verdura senza residui di pesticidi”. Ma non è esattamente così.

Come fanno sapere Agência Pública e Repórter Brasil:

A Bahia, una catena di supermercati appartenente al gruppo è stata condannata a pagare 100.000 BRL per la vendita di fragole con sostanze vietate dall’Anvisa e lattuga con pesticidi al di sopra del livello consentito. A Rio Grande do Norte, Carrefour è stata condannata a pagare R$ 60.000 per la vendita di mele, cetrioli, cavoli, peperoni e ananas, contenenti anche sostanze proibite o superiori alla concentrazione massima consentita. E a Rio Grande do Sul, il supermercato ha firmato un termine di adeguamento della condotta con il ministero pubblico statale dopo essere stato citato in giudizio con l’accusa di vendita di prodotti con pesticidi al di sopra del limite consentito.

I pesticidi trovati in frutta e verdura

Ma di quali sostanze parliamo?

Nelle fragole e nella lattuga sono stati trovati captano, pyraclostrobin e imidacloprid. Il captano è una sostanza che un tempo era considerata “probabilmente cancerogena” dall’agenzia di regolamentazione statunitense. L’attuale valutazione dell’agenzia è che la sostanza non è suscettibile di provocare il cancro se utilizzata in conformità con le sue regole d’uso.

Nel 2015, il Ministero Pubblico Federale di San Paolo (MPF-SP) ha chiesto un divieto immediato dei pesticidi contenenti captano in tutto il territorio brasiliano.

L’imidacloprid è una sostanza neonicotinoide ed ha la capacità di diffondersi in tutte le parti della pianta. Quindi, sbucciare il cibo o lavarlo non è sufficiente per rimuoverne tutti i residui.

La piraclostrobina, invece, provoca irritazione alle vie respiratorie e alla pelle. Secondo una ricerca dell’Istituto di Bioscienze dell’Università Statale di San Paolo (Unesp),  la sostanza rende le api operaie più lente, il che può portare al collasso della colonia. Ciò genera impatti sul ciclo di impollinazione e anche sulle attività degli apicoltori.

I rischi per la popolazione

Questo scenario crea rischi per la popolazione, secondo quanto dichiarato da Guilherme Cavalcanti, medico e ricercatore dell’Osservatorio sull’uso dei pesticidi e le conseguenze per la salute dell’Università federale del Paraná (UFPR).

L’esperto ha sottolineato che gli stessi limiti consentiti dall’Anvisa sono già stati messi in discussione dai ricercatori, dato che tali livelli sono consentiti in Brasile ma vietati e considerati troppo alti in altri paesi (come quelli europei), a causa dei potenziali danni alla salute:

I limiti stabiliti dall’Anvisa sono già ben messi in discussione, quindi l’uso fuori limite è ancora più pericoloso. L’uso di pesticidi vietati o al di sopra dei limiti è intollerabile.

Le sanzioni non sono sufficienti

A Bahia i supermercati Carrefour hanno ammesso di non aver effettuato analisi per monitorare l’uso dei pesticidi negli alimenti. In alcuni stati, tra l’altro, Carrefour si è persino rifiutata di cambiare i fornitori che hanno causato il problema dei pesticidi.

Le multe inoltre, come sottolinea l’avvocato dell’organizzazione Terra de Direitos, Naiara Bittencourt, sono troppo basse. Per essere davvero efficaci e far cambiare rotta ad una grande azienda come questa le sanzioni dovrebbero essere ben più pesanti:

Esiste una disparità tra la capacità e la dimensione economica delle imprese e il valore delle sanzioni irrogate, che sono comunque inferiori, ovvero non incidono di fatto sulla struttura di queste società tanto da modificarne di fatto le potenzialità ispettive o di adeguatezza sull’irregolarità di questi prodotti esposti.

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Fonte: Agência Pública / Reporter Brasil 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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