Allevamenti intensivi: l’Italia non sta investendo neanche un euro per eliminare le crudeli gabbie

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In Italia sono oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno. Un sistema che causa stress e dolore a polli, suini, conigli e tante altre specie, sfruttate in nome del profitto. Eppure la nuova Legge di Bilancio non prevede nessun fondo per incentivare la transizione verso un sistema cage-free

Al giorno d’oggi si parla sempre di più di tutela del benessere animale. Ma nel nostro Paese questo concetto resta troppo spesso un’utopia. A confermarlo è l’indifferenza dimostrata dal Governo Meloni, che nella nuova Legge di Bilancio non prevede alcun investimento volto ad eliminare le gabbie negli allevamenti intensivi.

Tutto questo nonostante ormai gli italiani siano sempre più convinti che sia giunta l’ora di abbandonarle. Secondo un sondaggio condotto da YouGov Plc nel, l’84% dei cittadini italiani ritiene che l’uso delle gabbie sia crudele nei confronti degli animali, mentre l’83% chiede che i fondi agricoli siano utilizzati per incentivare la transizione verso allevamenti senza gabbie.

“È in forte crescita la domanda di milioni di cittadini-consumatori europei che vogliono una concreta attenzione al benessere animale e la transizione verso sistemi di allevamento cage-free” sottolinea la coalizione italiana “End The Cage Age”, che riunisce numerose associazioni fra cui LNDC Animal Protection,  Animal Equality Italia, ENPA, LAV ed Essere Animali.

L’appello della coalizione italiana “End The Cage Age”

Per questo motivo la rete di associazioni chiede alle nostre istituzioni di assegnare al più presto delle risorse per sostenere la transizione verso sistemi di allevamento, in modo da dare un segnale importante ai cittadini e tutelare il benessere di tantissimi suini, pecore, conigli, polli e altre specie.

Sono infatti oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno sul territorio italiano.

In Italia la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 29 novembre scorso del decreto legislativo che disciplina il «Sistema di qualità nazionale per il benessere animale» offre una potenzialità per innovare il comparto zootecnico, stagnante e fermo nell’innovazione, ma non ci sarà partita se non verranno previsti adeguati fondi nella legge di bilancio per accompagnare la transizione negli allevamenti italiani verso un modello diverso, dove le caratteristiche etologiche degli animali siano maggiormente rispettate. –commenta la coalizione italiana di “End The Cage Age” – Il Governo italiano può e deve fare la differenza puntando a un cambio di passo a livello nazionale che faccia primeggiare l’Italia con politiche economiche mirate a sostegno della inevitabile transizione cage-free.

Nella partita globale, ciò può avvenire solo con un’Europa unita a favore dell’allevamento senza gabbie che sia in grado di rispondere senza ritardo alla domanda crescente nel mercato europeo di allevamenti senza gabbie per tutti gli animali.

L’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age è riuscita a raccogliere oltre 1,4 milioni di firme, dimostrando che un’era senza gabbie  La è fattibile, ma soprattutto necessaria e non più rinviabile. Lo scorso anno è arrivata la decisione storica da parte dell’UE, che riguarda l’eliminazione graduale delle gabbie negli allevamenti intensivi di tutta Europa entro il 2027.

Ma nel nostro Paese non esiste ancora una normativa nazionale e questo vuoto legislativo sta causando terribili sofferenze a milioni di animali, costretti a condurre frustranti esistenze rinchiusi in anguste gabbie.

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Fonte: End the Cage Age/LNDC Animal Protection

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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