Allarme glifosato in provincia di Pavia: i livelli sono altissimi e scattano le misure di contenimento

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In provincia di Pavia sono troppi i residui di glifosato e si estendono le misure di contenimento dell'erbicida alla zona risicola

C’è allerta per le concentrazioni di glifosato rilevate nelle acque superficiali e sotterranee in provincia di Pavia. Una situazione che mostra come, nonostante si stia cercando di limitare sempre più l’uso dell’erbicida, siamo ancora ben lontani dal riuscire a ridurre davvero la sua presenza nell’ambiente.

Nell’ambito delle Linee guida della Regione Lombardia per attuare il piano nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, emerge una situazione preoccupante relativa ai residui di alcuni pesticidi, tra cui l’ormai tristemente noto glifosato (e il metabolita Ampa) in particolare nella provincia pavese.

Come si legge nel documento:

seppur in un contesto di ampia diffusione di significativi valori di concentrazione nelle acque, a livello regionale la situazione appare in leggero miglioramento, ad eccezione della zona risicola della provincia di Pavia dove si evidenzia un peggioramento.

Dati alla mano la Regione ha deciso di conseguenza di estendere le misure di contenimento dell’uso di glifosato in particolare “alla zona risicola”. Queste azioni saranno prioritarie in particolare nelle coltivazioni di mais, riso e vite ma anche nei Siti Natura 2000.

Le nuove linee guida sono in vigore da gennaio e di fatto stabiliscono dei limiti per diversi fitosanitari, non solo il glifosato.

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@regione.lombardia

Questo erbicida, infatti, non è certo l’unico problema. Nelle acque superficiali e sotterranee sono stati trovati residui anche del diserbante Flufenacet “con valori significativi in provincia di Pavia, dove in precedenza non erano disponibili rilevazioni” ma anche dell’erbicida Sulcotrione. In questo caso “le mappe mostrano il permanere di una situazione problematica in una limitata porzione della provincia di Pavia“.

Rimane problematica rispetto al resto della Regione (anche se comunque in fase di miglioramento) la presenza di residui di bentazone.

Ma tornando al glifosato, anche se nel 2022 la Commissione Europea deciderà finalmente di metterlo al bando negando una nuova autorizzazione, non sarà così semplice eliminare definitamente i suoi residui dall’ambiente.

Ci vorrà tempo. Come dimostra il fatto che, nonostante in Lombardia già si sia in parte limitato l’uso di questo erbicida (la Regione è infatti sotto la media rispetto ad altre in quanto ad utilizzo), i residui continuano ad essere rilevanti e nella zona della provincia pavese la situazione è addirittura in peggioramento.

Nel frattempo, l’Emilia Romagna ha deciso di fare un passo importante verso l’obiettivo di eliminare del tutto l’uso del controverso erbicida. Un processo che avverrà gradualmente, grazie all’avvio di una road map. Leggi anche: Glifosato: in Emilia Romagna una “road map” per ridurne gradualmente l’uso fino ad eliminarlo del tutto

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Fonte: La Provincia Pavese / Il Giorno

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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