A Capodanno non spariamo! I botti spaventano animali e feriscono persone, servono più multe

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Gli animali subiscono l’intensità sonora dei famigerati botti in un modo estremamente più violento rispetto all’uomo: non spariamo!

Di ordinanze ce ne sono in parecchie città ma, come al solito, il gap sta nella mancanza di controlli e, soprattutto, di sanzioni. Non basta più appellarsi al senso civico, ci vuole un intervento concreto sui territori da parte delle istituzioni

Si avvicina l’ultimo giorno dell’anno e, insieme, il timore che anche questa volta per i nostri amici a quattro zampe quella di Capodanno sia una notte di puro terrore. Il perché è ormai assodato: gli animali subiscono l’intensità sonora dei famigerati botti in un modo estremamente più violento rispetto all’uomo. Non sparare botti per far festa, insomma, sarebbe una forma di rispetto anche per loro.

Il forte fragore scatena negli animali, infatti, una naturale reazione di spavento e li induce a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, divincolarsi per strappare una eventuale catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri.

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Da nord a sud esistono sì provvedimenti in alcune amministrazioni cittadine che dettano il divieto assoluto di utilizzare petardi, botti e artifici pirotecnici in occasione dei festeggiamenti della notte di San Silvestro. Sono escluse dal divieto bengala, fontane, bacchette scintillanti, trottole e girandole luminose, considerati artifici non pericolosi. Ma quanto viene rispettato questo divieto?

Le violazioni dovrebbero essere punite ai sensi dell’art. 7 bis del D. Lgs 267/2000 con la sanzione pecuniaria da 25 a 500 euro, ma ogni anno ci poniamo sempre la stessa domanda: quanto vengono rispettati i divieti e quante sono le sanzioni? 

Non è un caso, per esempio, che la sede LAV di Bolzano abbia inviato nei giorni scorsi una richiesta a vari Comuni altoatesini affinché non concedessero deroghe per i fuochi d’artificio e, laddove non ve ne fosse già una in vigore, emanassero un’ordinanza di divieto di utilizzo di botti e di petardi. 

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Appellarsi al buon senso e al senso di responsabilità di tutti pare non bastare, c’è bisogno di un intervento concreto. Anche e soprattutto alla luce del fatto che i botti sono pericolosi anche per i bambini: in mano loro petardi e miccette non ci devono proprio arrivare. Che abbiamo 3 o 10 anni, non se ne discute affatto. Al massimo, orientatevi sulle stelline di capodanno, che dovrebbero essere decisamente più innocue.

Quanto al forte trambusto, i bebè e i bimbi più piccoli non muoiono certo di crepacuore come i nostri pet, ma vanno comunque prese in considerazione le loro paure.

Se proprio non siete riusciti a farli addormentare prima della mezzanotte, cercate di rimanere in casa e di ovattare quanto più possibile i rumori. Se scappa il pianto inconsolabile, un paio di braccia e tante coccole dovrebbero essere sufficienti. Per i più grandicelli, inculcate loro la cultura del “non botto”, non ci vuole poi molto se in famiglia già non avete questa abitudine.

Insomma, dite no ai botti perché:

Le alternative per festeggiare senza alcun danno ce ne sono, basta considerarle una per una.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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