“Un fiume” di forza e determinazione nella migrazione dei salmoni

Non mi sono mai occupata di itticoltura, il mio studio sui pesci si è limitato ad un dovuto esame all’università, il mio contatto diretto con loro si è sempre ridotto al classico pesciolino rosso vinto al luna park da bambina (e che costantemente moriva dopo 2-3 giorni) o a quelli che la mia compagna di classe mi affidava durante le vacanze (potevo definirmi una “fish-sitter” estiva).

Ma il mondo acquatico mi ha comunque sempre affascinato, ed in alcuni casi anche evocato emozioni. E’ ciò che mi capita ogni volta che sento parlare dei salmoni, e non per un interesse culinario essendo io vegetariana da ormai venti anni, ma perchè la migrazione che compiono controcorrente, al limite delle proprie forze e “semplicemente” per deporre le uova, mi porta a riflettere ancora una volta sulla grandiosità di madre natura.

Per spiegare di cosa si tratta partiamo da quel punto del ciclo in cui tali uova schiudono con la nascita dei piccoli salmoni (e che coincide quindi con il termine della migrazione dei salmoni adulti, loro genitori).

I salmoni non nascono in mare, ma nei torrenti (sono abbondanti nei corsi d’acqua russi, scandinavi, islandesi, della Groenlandia e dell’America settentrionale; la pesca intensiva l’ha fatto scomparire o quasi dai fiumi inglesi, persiste invece ancora in Scozia grazie a drastici provvedimenti) . Alla schiusa (che si verifica intorno a marzo) gli avannotti misurano poco più di un centimetro, hanno testa ed occhi enormi, possiadono un sacco vitellino abbastanza voluminoso e sono praticamente trasparenti. Verso l’estate raggiungono i 5 centimetri, per raddoppiare la loro lunghezza intorno all’anno; a quest’età sono abili cacciatori, ma è solo durante l’estate che i giovani salmoni acquistano anche l’istinto alla migrazione verso il mare. “Indossano” anche la livrea dell’animale adulto, così da una tinta bruna segnata da punti scuri, assumono un colore grigio-blu sul dorso e argenteo sui fianchi.

Prima di raggiungere la meta definitiva stazionano per un po’ alla foce del fiume (sicuramente per abituarsi un po’ alla volta all’acqua di mare). E’ importante per i giovani salmoni intraprendere questo viaggio soprattutto per il cibo: un’alimentazione più ricca, costituita da plancton, aringhe, piccoli pesci, crostacei, alghe, permette loro di crescere più velocemente (a completo sviluppo raggiunge il metro, ma anche il metro e mezzo). E’ anche per questo tipo di alimentazione che la sua carne assume una colorazione rossastra (e qui due curiosità: numero uno, negli allevamenti, al classico cibo a base di farine di pesce, derivati ed oli di pesce, vengono addizionati infatti dei carotenoidi, coloranti autorizzati dalla legge; secondo, la carne di salmone è sì buona ma deve essere consumata quando è rossa e quindi quando il pesce è ben nutrito, e per garantire questo deve essere pescato durante la risalita dei corsi d’acqua e non quando li ridiscende). Ci sono alcune specie comunque che vivono esclusivamente in acque dolci (fiumi, laghi), ma sono poche.

Quando raggiungono i 5-6 anni d’età i salmoni riaquisteranno nuovamente l’istinto alla migrazione, ma questa volta verso la sorgente d’origine; tale viaggio è importante invece per la deposizione delle uova.

Durante i periodo degli amori (che va da ottobre a febbraio) subiscono anche una trasformazione: assumono una colorazione più scura, tranne per le macchie rosa sui fianchi e opercoli, e il ventre che diventa rosso porpora; inoltre la pelle del dorso e delle pinne si ispessisce notevolmente. E’ durante questo difficile viaggio controcorrente verso la fonte del torrente di origine che i salmoni manifestano tutta la loro forza e perseveranza; non tutti infatti riescono purtroppo a portarlo a termine, ed alcuni possono morire anche dopo la deposizione delle uova, ormai sfiniti. Raggiunte le acque più basse, la femmina viene accompagnata da un maschio e dai giovani in un luogo adatto dove scavare una buca larga e poco profonda (nel frattempo il maschio sorveglia la zona per cacciare eventuali rivali); ci mette una decina di giorni per deporre le uova, ed il maschio le feconda e le ricopre con la sabbia. Una volta terminata la riproduzione i salmoni sono estremamente stanchi, tanto che si lasciano persino trasportare dalla corrente nella ridiscesa verso il mare; qui comunque si riprendono in poco tempo mangiando voracemente. Comunque un viaggio così estenuante non viene intrapreso più di due-tre volte durante tutta la vita del salmone.

Quello dei salmoni è uno degli esempi di come molti animali mettono a rischio la propria sopravvivenza per garantire però la sopravvivenza della specie, ed il tutto guidato dal solo istinto. Naturalmente i soggetti che porteranno a termine la riproduzione sono anche quelli dotati di determinati caratteri (e determinanti: maggiore forza, perseveranza, astuzia, caratteristiche fisiche particolari ma fondamentali, maggiore capacità nel procacciarsi il cibo, ecc ecc), caratteri che verranno poi trasmessi anche alla prole e quindi fondamentali per la conservazione della specie.

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