Centinaia di uccelli trovati morti sulle spiagge di Sydney e la colpa è solo nostra

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Fa impressione vedere le spiagge di Sydney, da Bondi Beach a Cronulla fino a Collaroy Beach, rivestite di uccelli morti e fa altrettanta impressione sapere che l’elevato numero di vittime, senza precedenti, è dovuto al surriscaldamento globale.

L’uccello interessato è la berta, molto diffuso in Australia, che sulle coste del paese fa ritorno ogni anno per riprodursi. Un viaggio di 14.000 km sul Pacifico, con partenza dall’Alaska, che questa volta non è andato come al solito, visto il numero di morti senza precedenti. Il motivo? A quanto pare l’assenza di cibo, scarsità dovuta all’innalzamento delle temperature degli oceani.

Secondo quanto dichiarato da Peter Barrand, presidente di BirdLife Warrnambool, a Yahoo News Australia, qualcosa quest’anno è andato storto dato che, solitamente, ad arrivare sono quasi il doppio degli uccelli.

E anche Birdlife dimostra preoccupazione per questa inaspettata strage: se da un lato infatti afferma che i tassi di mortalità degli uccelli migranti variano di anno in anno, a seconda di particolari eventi climatici e disponibilità di cibo, questa volta i numeri sono allarmanti e potrebbero dipendere dal surriscaldamento degli oceani che causa una terribile carenza di pesce e altri alimenti marini.

Altri problemi che avrebbero inciso sulla moria, le condizioni meteo avverse durante il viaggio e l’inquinamento da plastica: quest’ultima viene spesso scambiata per cibo dagli uccelli provocandone il decesso. Stessa sorte che purtroppo tocca anche a molti pesci.

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Laura De Rosa

Photo Credit: Yahoonews e Birdlife

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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