Testa di lupo gigante vissuto 40mila anni fa ritrovata intatta in Siberia

testa lupo

Una scoperta che lascia gli scienziati a bocca aperta: in Siberia è stata ritrovata la testa di un lupo gigante vissuto 40mila anni fa. E’ lunga 40 centimetri e apparterrebbe a un lupo deceduto tra i 2 e i 4 anni d’età.

A darne notizia è il The Siberian Times, che spiega che la scoperta della testa di lupo del Pleistocene è stata fatta per caso da Pavel Efimol, un abitante della zona nei pressi del fiume Tirekhtyakh. Il ritrovamento in realtà, risale all’estate scorsa, ma solo adesso la testa di lupo è stata mostrata al mondo in occasione dell’apertura della mostra dedicata a ‘Woolly Mammoth’, organizzata da scienziati giapponesi e della Jacuzia, a Tokyo, in Giappone.

La testa che apparterrebbe a un lupo gigante, vissuto nel Pleistocene, circa 40mila anni fa ha una folta pelliccia che si è conservata nel tempo così come le zanne. Come dicevamo, secondo gli scienziati, dovrebbe essere di un lupo deceduto tra i 2 e i 4 anni. Nonostante fosse un cucciolo, quindi, ciò che ha lasciato a bocca aperta è la dimensione del cranio: 40 centimetri, circa metà della lunghezza totale del corpo dei lupi che popolano le nostre foreste, che difficilmente superano gli 86cm.

testa lupo

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Ad occuparsi adesso di analizzare il DNA del lupo sarà il Museo di Storia Naturale svedese.

“Si tratta di una scoperta eccezionale, eseguiremo delle comparazioni con i lupi di oggi per capire come si è evoluta la specie e ricostruirne le fattezze”, ha commentato il ricercatore Albert Protopopov dell’Accademia delle Scienze della Repubblica di Sakha.

Nello stesso sito dove era sepolto il cranio di lupo è stato scoperto anche un cucciolo di leone delle caverne in perfetto stato di conservazione.

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“I muscoli, gli organi e il cervello sono in buone condizioni”, ha spiegato Naoki Suzuki, professore di paleontologia presso la Scuola universitaria di medicina Jikei di Tokyo.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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