Lana di cane: tessere un maglione con il sottopelo del proprio cane

Chi di voi indosserebbe un maglione, una sciarpa o un berretto fatto con la lana del proprio cane? Bhè qualcuno ci ha già pensato.

Già secoli fa eschimesi e lapponi usavano filare il sottopelo dei propri cani per ottenere indumenti molto caldi, ma anche ora in culture nel nord del pianeta viene utilizzato questo materiale di scarto. In Italia invece è una pratica ancora poco conosciuta e quindi poco praticata, esistono solo piccole attività in proprio; probabilmente è più una questione mentale la nostra (devo ammettere che nemmeno io avevo mai pensato a questa possibilità, e la prima volta che ne sono venuta a conoscenza sentendo una intervista ad una signora contenta di poter “avere addosso il proprio cane” quando passerà a miglior vita, mi ha lasciata un po’ interdetta). Il dubbio di molti è che la lana di cane puzzi o che sia pieno di pulci: a parte il fatto che se sono presenti ectoparassiti sul pelo significa che gli animali erano infestati ancora prima della tosatura, inoltre perchè la lana di cane dovrebbe avere un odore più sgradevole rispetto a quella di pecora o capra che utilizziamo abitualmente? (ricordiamo che il detto dice “Puzzare come una capra”, ma è dal suo pelo che si ricava il tanto apprezzato cashmere; inoltre capre e pecore sono animali con molti parassiti). La risposta quindi è che la lana di cane non puzza venendo lavata prima di essere lavorata.

Ma quali sono gli altri aspetti positivi nell’utilizzo della lana di cane?

– Si tratta di materiale che altrimenti verrebbe buttato e che invece verrebbe così riciclato (pensiamo a tutte quelle razze che presentano un folto sottopelo e che devono essere spazzolate frequentemente; potete leggere Cani e gatti belli , puliti… e sani)

– è una produzione cruelty-free, che non ha nulla a che fare con l’uccisione di animali per ottenere la loro pelliccia o uno sfruttamento di massa

– E’ anallergica

– E’ altamente traspirabile

– E’ molto calda

– E’ unica (pensiamo anche alle diverse tonalità di colore che presentano le diverse razze; e questo fa sì che non siano necessari i consueti coloranti, che anche se naturali, richiedono l’utilizzo di grandi quantità di acqua per tingere e risciacquare).

Voi cosa ne pensate? Vi fareste tessere un maglione con la lana del vostro cane?

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