Intolleranza alimentare in cani e gatti: di cosa si tratta e come trattarla

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Quante volte i nostri cani/gatti cominciano a grattarsi e mordicchiarsi, presentare cute arrossata e a volte lesioni più importanti che possono andare incontro anche ad infezioni (spesso per autotraumatismi provocati dallo stesso animale per attenuare il prurito), alopecia, otite, ma anche sintomi gastroenterici come vomito e diarrea? Possono essere tutti sintomo di una intolleranza alimentare.

Oramai in commercio ci sono diversi tipi di alimento per cani e gatti, di tutte le forme (croccantini, bocconcini, patè), di tante marche e di diversa qualità; ci si può sbizzarrire inoltre tra diversi gusti. Altri proprietari invece optano per cibi preparati in casa, ritenuti più salutari.

Spesso però i problemi insorgono anche seguendo la dieta per noi più corretta, magari scegliendo persino i cibi più costosi; questo perchè una intolleranza alimentare scaturisce per una reazione soggettiva nei confronti di un determinato alimento o semplicemente un ingrediente in esso contenuto. Come si può intervenire quindi? La cosa migliore, prima di tutto, sarebbe quella di arrivare ad una diagnosi precisa, che spesso viene raggiunta dal veterinario, a seguito di una visita approfondita e la raccolta di un’attenta anamnesi (escludendo infatti altre possibili cause di allergia, l’intolleranza alimentare è una tra le più frequenti). Inoltre la prova certa può essere raggiunta mediante la così detta “dieta ad eliminazione”: essa consiste nel somministrare per due mesi consecutivi esclusivamente alimenti specifici ipoallergenici presenti già in commercio oppure optare per carne di agnello, coniglio, cavallo, pesce, patate. E’ tassativa l’abolizione di qualsiasi altro cibo, anche il più sano (ma per il nostro animale non lo è!), ma soprattutto leccornie di ogni genere, biscottini, stuzzichini ecc. ecc.; attenzione anche ad eventuali “furti ” dai tavoli o dall’immondizia. Se alla fine di questi due mesi la situazione è migliorata enormemente o persino risolta, e ritornando alla precedente dieta i sintomi si ripresentano, significa allora che siamo di fronte ad una intolleranza alimentare. La soluzione quindi è continuare con una alimentazione specifica.

Spesso, in contemporanea alla dieta ad eliminazione, vengono consigliati shampoo appositi non irritanti, disinfettanti cutanei, a volte anche antibiotici se sono insorte infezioni cutanee causate dal grattamento, o antistaminici/cortisonici per lenire l’infiammazione ed il prurito. Optando invece per dei rimedi naturali si può pulire la cute con un decotto di malva o camomilla freddi, disinfettare le lesioni con calendula tm o echinacea; anche il tea tree oil può essere utile. Per cercare di evitare autolesionismi eventualmente ricorrere al collare elisabetta e cercare di distrarre il vostro cane/gatto.

La risoluzione del problema può essere un po’ lunga, ma con una giusta collaborazione da parte del proprietario si può raggiungere l’obiettivo in modo efficace; l’importante è che abbia costanza, pazienza, non si faccia impietosire dal proprio animale soprattutto quando viene ad elemosinare cibi a lui più graditi.

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