Halloween: i gatti neri sono davvero in pericolo? Attenzione ai facili allarmismi

Dolcetto o scherzetto? Né l’uno né l’altro a Halloween per i gatti neri, solo tanti pericoli che mettono a repentaglio la loro sicurezza. Sarebbero almeno 30.000 i gatti neri ‘sacrificati’ ogni anno in Italia, dicono gli allarmanti articoli che, puntualmente come ogni Halloween da qualche anno a questa parte, iniziano a spuntare come funghi a ridosso di questa festività.

È così che scopro che c’è chi si sta “dando da fare per organizzare le ronde affinché la festa di Halloween sia solo una festa e non un pericolo per il gatto nero”, mentre su Facebook continuano a rimbalzarmi sotto gli occhi post in cui si invitano le associazioni a non dare in adozioni i felini dal manto corvino in questo periodo, proprio come accade già in America, mentre si consiglia alle persone di chiudere il proprio micio in casa e tenerlo sotto controllo.

Ora, che il gatto nero sia suo malgrado vittima di stupide superstizioni, purtroppo ancora oggi fortemente radicate in un’ampia fascia della popolazione italiana che ne fa un sinonimo di malasorte, e che fin dal Medioevo la sua sinuosa immagine sia stata legata strettamente a quella delle streghe, con il risultato di portarli insieme sul rogo, è cosa ben nota. Purtroppo. Ma non è questo il punto. La vera domanda, alla luce degli allarmi che rimbalzano sulle pagine dei giornali e sui social network, è: può una festa importata dall’America, per ragioni più che altro consumistiche, trasformarsi in una minaccia tangibile per i gatti neri? I fantastici mici dal manto scuro che popolano le nostre case sono davvero in pericolo?

Per rispondere a queste domande, ho contattato coloro che della tutela e della cura dei gatti (e di altri animali), ne hanno fatto una missione di vita. A cominciare da Susanna Celsi, responsabile dell’Associazione saluta tutela animali (ASTA), vero e proprio punto di riferimento a Roma per la lotta al randagismo. A lei la prima domanda che ho fatto è se avesse riscontrato un aumento di richieste di affido o di gatti feriti in corrispondenza delle imminenti festività:

In tutta la storia della nostra associazione – risponde Susanna- non abbiamo mai avuto richieste di adozioni di gatti neri nel periodo di Halloween, né segnalazione di famiglie a cui fossero spariti gatti. Tanto meno abbiamo registrato un aumento del numero di ricoveri veterinari per gatti torturati. Per quanto riguarda il consiglio alle associazioni di non dare in adozione gatti neri, sarebbe bene ricordare che gli animali, in generale, non vanno mai affidati durante le festività. E non solo ad Halloween. La nostra associazione, ad esempio, non accetta le richieste di adozione nemmeno in corrispondenza di altre riccorenze, come compleanni o Natale. Perché gli animali non si fanno ‘per regalo’. Compreso il fatto che, comunque, prima e dopo l’affido vengono effettuati dei rigidi controlli. Detto questo, non voglio dire che nella notte di Halloween non si siano mai verificati casi di gatti vittime di rituali, ma vorrei ricordare che, purtroppo, i maltrattamenti a danno degli animali avvengono tutto l’anno. Bisognerebbe, quindi, evitare di parlarne solo a ridosso di particolari feste”.

Anche Simona Novi, presidente Associazione Volontari Canile di Porta Portese (AVCPP), conferma: “la nostra associazione di volontari, unico punto di primo soccorso a Roma tramite il canile de “La Muratella”, non ha mai registrato un aumento dell’ingresso di gatti torturati o feriti in corrispondenza delle festività di Halloween. Tanto meno di gatti neri. Non c’è mai stato un picco particolare, anche se, in generale, il numero di richieste registrate è comunque aumentato negli ultimi anni. Questo, però, solo a causa della crisi economica, che mina alle basi le possibilità delle benemerite gattare, punto di riferimento per la cura dei gatti in città, di sostenere le loro colonie feline. Insomma, Halloween a Roma non morde. Ma tanti gatti sono ancora in difficoltà e hanno bisogno di essere adottati”.

Con un volo ideale da Roma a Monza, ci spostiamo al Nord, con la sezione provinciale Brianza dell’Enpa che già due anni fa spiegava: “si avvicina Halloween e temiamo di udire notizie di riti satanici o di giochi agghiaccianti le cui vittime sono i gatti neri. Per i proprietari di mici neri c’è da stare sicuramente in allerta in questo giorni. Ma nello stesso tempo non bisogna lasciarsi convincere che ci sia in atto un vero e proprio massacro di gatti neri, dando retta a chi diffonde comunicati stampa di natura catastrofica allo scopo di farsi pubblicità, né a chi pubblica tali notizie senza le dovute verifiche.

A fugare definitivamente ogni dubbio è Ilaria Ferri, direttore scientifico Enpa, che, tra l’altro, ha adottato una gattina nera tripode vittima di maltrattamenti: “è assolutamente un errore creare questi allarmismi. Sottolineare che i gatti vengono torturati ad Halloween punta l’attenzione su superstizioni inutili che, nella realtà dei fatti, non fanno altro che creare un rischio di emulazione. Quanto agli affidamenti da parte delle associazioni, è bene ricordare che chi si occupa con professionalità della cura degli animali che vivono in strada effettua, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, affidi controllati con visite pre e post-affido. Al contrario, sarebbe bene approfittare di Halloween per sfatare tutti i miti sul gatto nero, un animale meraviglioso che non porta assolutamente sfortuna. In Inghilterra, ad esempio, chi possiede un gatto nero è considerato fortunato. Non creiamo sui gatti un’attenzione morbosa che può sfociare in tristi e fatali tentativi di imitazione”, conclude la Ferri.

Insomma, se è vero che i retaggi di arretrate scaramanzie, che spesso hanno tristi conseguenze sui gatti neri, siano giunti fino a noi, sarebbe bene tenere sempre presente che gli attuali mezzi di comunicazione di massa di cui disponiamo amplificano messaggi vecchi di mille anni. Un ulteriore esempio, quindi, di pessimo giornalismo all’italiana, in cui è più facile riportare comunicati probabilmente senza fondamento, inviati da chi vuol fare sensazionalismo circostanziale piuttosto che verificare davvero le notizie.

Perché, purtroppo, anche ai giorni nostri, ci sono ancora persone facilmente impressionabili, pronte ad abbandonare i gatti neri o addirittura a sottoporli a tortura solo per superstizione. E gli annunci eccessivi che prefigurano massacri e rapimenti di massa ai danni di gatti neri, di cui ad oggi non ci sono prove, possono essere un rischio grandissimo. Meglio combatterli adottando, tutelando e amando quell’animale stupendo e magico che è il gatto nero.

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