Cosa si nasconde dietro il traffico di cani e gatti?Quali conseguenze potrebbe comportare

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Da fine dicembre è in vigore un nuovo Regolamento sulla mobilizzazione a fine non commerciale di animali da compagnia, abrogando quello esistente dal 2003; a riguardo sono scaturite una serie di polemiche in quanto tale deroga potrebbe comportare l’insorgenza di rischi sia per la salute degli animali stessi e che per la sanità pubblica. Vediamo come.

Molto spesso i cuccioli che vengono adottati arrivano dai paesi dell’Est, nascondendo spesso persino un traffico illegale. In tali paesi è molto diffusa la Rabbia, malattia molto grave e possibile causa di zoonosi (trasmissibile cioè anche all’uomo). Finora gli animali introdotti nel nostro Paese dovevano avere almeno 3 mesi di età ed essere adeguatamente sottoposti ad un protocollo vaccinale completo contro tale patologia. Con tale deroga invece non sarà necessario che abbiano almeno 12 settimane di vita: basterà che il proprietario fornisca una dichiarazione firmata attestante che il cane non sia venuto a contatto con animali selvatici recettivi alla rabbia. Ma l’unica arma efficace per impedire la diffusione di tale malattia con la movimentazione di animali è la vaccinazione, quindi è importante la vaccinazione dei cuccioli con un’età anche inferiore ai tre mesi se questo è ammesso nel paese d’origine, oppure che essi siano accompagnati dalla madre regolarmente vaccinata contro la rabbia. Bisogna tenere in considerazione anche che l’approvazione di tale deroga, oltre a rappresentare un rischio per la salute pubblica, rappresenta anche una fornte di costi legati a controlli e vaccinazioni post-introduzione di animali a persone entrate in contatto con animali dei quali si ignora lo stato sanitario di provenienza; altri costi sarebbere legati anche a eventuale contenimento o eradicazione della malattia.

Ma esiste un altro enorme rischio legato all’introduzioni di cuccioli sotto i tre mesi di età, conseguenze sul benessere stesso dell’animale (tenete presente anche il forte stress e relativo trauma legato al trasporto, soprattutto se esso avviene nelle peggiori condizioni, come troppo spesso avviene), oltre a problemi comportamentali dovuti ad un allontanamento troppo precoce dalla madre e dal resto della cucciolata.

Il cane domestico forma le basi del proprio repertorio comportamentale durante le così dette “fasi sensibili” che vanno dalla nascita alla 12-14esima settimana di età: durante tale periodo famigliarizzano con la madre e i fratelli, con le persone e l’ambiente circostante, imparano a riconoscere gli altri cani come loro cospecifici e i segnali posturali di comunicazione, e ad inibire/regolare la forza del morso. Durante tale primo periodo della loro vita, i cuccioli conoscono il sentimento della paura; diventa quindi fondamentale che in tale fase entrino in contatto con la maggior parte di stimoli e conosca la realtà nella quale si troverà a vivere da adulto. Se tutto questo non avviene correttamente molto probabilmente si svilupperanno in futuro reazioni di ansia e paura, oltre che aggressività nei confronti di tutto ciò che essi non riconoscono come “normali”. Tali sentimenti potrebbero essere rivolti verso cose/rumori/cospecifici/eterospecifici/persone. Tenete in considerazione che i problemi comportamentali possono essere motivo di allontanamento/abbandono/addattimento degli animali, soprattutto l’aggressività. A tutto questo si può aggiungere anche lo stress legato al trasporto che, come abbiamo già detto, avviene spesso durante queste “fasi sensibili”.

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