Un gigantesco iceberg si è staccato in Antartide: è 15 volte più esteso della città di Parigi

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Un team di scienziati britannici ha osservato il distacco di un gigantesco iceberg dal Brunt Ice Shelf in Antartide durante un'alta marea. L'evento, però, non è una sorpresa per gli esperti

In Antartide si è di recente staccato un enorme iceberg dalla piattaforma di ghiaccio Brunt. Le sue dimensioni sono davvero impressionanti: ben 1550 km², ovvero un’estensione pari a quella della Great London o 15 volte il territorio della città di Parigi. Il distacco è avvenuto la scorsa domenica durante un’alta marea di ampiezza tale che ha fatto allargare una fessura già esistente chiamata Chasm-1, come riportato dagli scienziati della British Antarctic Survey (BAS) che si occupano della ricerca e divulgazione scientifica sul Polo Sud.

A determinare il “parto” del mastodontico iceberg dal Brunt Ice Shelf (che ha uno spessore di 15o metri) alcune crepe che si sono formate nel corso degli ultimi anni.

“Il blocco di ghiaccio si è staccato quando la crepa nota come Chasm-1 si è estesa completamente attraverso la piattaforma. La rottura è il secondo grande parto da quest’area negli ultimi due anni e ha avuto luogo un decennio è stata rilevata per la prima volta la crescita di vaste crepe nel ghiaccio” spiegano gli esperti.

Almeno stavolta, però, il distacco dell’iceberg di 1550 km² non è da imputare al riscaldamento globale. A quanto pare, l’evento era già stato previsto parecchio tempo fa.

“Questo parto ce lo aspettavamo e fa parte del comportamento naturale della piattaforma di ghiaccio di Brunt. Non è legato al cambiamento climatico. I nostri team scientifici e operativi continuano a monitorare la piattaforma di ghiaccio in tempo reale per garantire che sia sicura” chiarisce il rofessor Dominic Hodgson, glaciologo del BAS.

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Le misurazioni della piattaforma di ghiaccio vengono effettuate più volte al giorno utilizzando una rete automatizzata di strumenti GPS ad alta precisione che circondano la stazione ricerca Halley VI, che si trova proprio piattaforma di ghiaccio Brunt.

Tutti questi dati si riferiscono alla deformazione e il movimento della piattaforma di ghiaccio e vengono confrontati costantemente con le immagini satellitari dell’ESA, della NASA e del satellite tedesco TerraSAR-X.

Il fatto che il distacco di questo grosso iceberg non sia collegato direttamente alla crisi climatica non dovrebbe farci stare così tranquilli perché i ghiacciai dell’Antartide stanno subendo l’impatto deleterio della attività umana.

Una ricerca condotta qualche mese fa dagli scienziati Jet Propulsion Laboratory della NASA ha confermato che la calotta glaciale antartica ha perso massa a ritmi molto veloci negli ultimi 25 anni, andando incontro a distacchi, rotture a scioglimenti anomali che hanno modificato il profilo. Per gli esperti è decisamente improbabile che l’Antartide possa tornare alla sua estensione precedente al 2000 entro la fine di questo secolo.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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