A un passo da una riforma storica: la tutela dell’ambiente sta per essere inserita tra i principi fondamentali della Costituzione

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Il Senato ha approvato a maggioranza assoluta la modifica dell’art. 9 della Costituzione che prevede l’inserimento della tutela ambientale.

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Il Senato della Repubblica ha approvato a maggioranza assoluta, con 218 voti favorevoli, 0 contrari e 2 astenuti, la modifica dell’articolo 9 della Costituzione che prevede l’inserimento, tra i princìpi fondamentali, della tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.

Una riforma che ad oggi esiste grazie all’ex ministro Sergio Costa che nel 2019 annunciò l’arrivo dell’apposito ddl.

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La nostra Costituzione non riconosce esplicitamente la tutela dell’ambiente come principio fondamentale, ma il testo attualmente vigente si limita a disporre la promozione dello “sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica” e la tutela del “paesaggio e patrimonio storico e artistico della Nazione.

Ora, con la riforma, “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” viene inserita tra i principi fondamentali dalla Carta costituzionale e si aggiungerà un terzo comma:

La Repubblica tutela l’ambiente e l’ecosistema, protegge le biodiversità e gli animali, promuove lo sviluppo sostenibile, anche nell’interesse delle future generazioni.

La tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali della Costituzione

La versione originaria dell’art. 9 della nostra carta costituzionale menziona la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, mentre l’ambiente non viene espressamente nominato se non nelle materie di competenza esclusiva statuale (art. 117 c. 2 lett. s) dove si prevede la “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali”.

La riforma, ora, mirerà a considerare l’ambiente come un valore primario costituzionalmente protetto e in più la tutela è rivolta alle generazioni future e si tratta di una formulazione assolutamente innovativa nel testo costituzionale.

La modifica è in linea con la normativa europea: la Carta di Nizza, per esempio (la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea), si occupa della tutela dell’ambiente stabilendo che “Un livello elevato di tutela dell’ambiente e il miglioramento della sua qualità devono essere integrati nelle politiche dell’Unione e garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile“. Anche il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) all’art. 191 definisce la politica comunitaria in ambito ambientale individuando gli obiettivi da raggiungere.

Per il WWF si tratta di un segnale importante che arriva proprio quando i grandi del mondo sono riuniti per definire strategie e decisioni così importanti per il futuro del nostro Pianeta. Non può esserci futuro senza un ambiente sano e tutelato.

La modifica dell’art. 9 è una battaglia storica del WWF, unica associazione ad aver partecipato alle audizioni parlamentari che hanno dato avvio all’iter che ora sta per concludersi, dicono dall’associazione.

Il prossimo passo sarà il voto della Camera che dovrà approvare il provvedimento a maggioranza assoluta dei componenti, come indicato dall’art. 138 della Costituzione secondo cui “non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”. 

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Fonte: Senato della Repubblica

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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