Sai veramente cosa si nasconde dietro una scatoletta di tonno? L’allarme dell’Onu che dovrebbe farti riflettere

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Vittima del suo successo nutrizionale, il tonno è un pesce molto richiesto. Ma è necessario fermare la pesca eccessiva per le conseguenze negative non solo alla biodiversità, ma anche alle comunità.

Pensiamo sia ricco di vitamina B12, di minerali, di proteine e di omega-3, ma sappiamo davvero cosa si nasconde dietro il tonno che portiamo sulle nostre tavole?

Ne abbiamo parlato tante volte, oggi la pubblicità ci bombarda con slogan come ‘proveniente da pesca sostenibile’, soprattutto per il tonno rosso. Eppure, questa specie è a rischio d’estinzione già da 20 anni e si è reso necessario istituire delle quote assegnate ad ogni peschereccio per non far degenerare la situazione ancora di più.

Per le Nazioni Unite, ogni anno, quasi 7 milioni di tonnellate di tonno di varie specie (non solo rosso), vengono catturate in tutto il mondo. Queste specie migratorie rappresentano il 20% del valore di tutta la pesca di cattura marina e oltre l’8% di tutti i frutti di mare commercializzati a livello mondiale.

Secondo le ultime stime, il 33,3 per cento degli stock delle sette principali specie di tonno sono stati sfruttate a un livello biologicamente insostenibile. Ciò rappresenta un vero e proprio problema. Ne è convinta l’Onu che spiega appunto che la ‘domanda di mercato del tonno è ancora troppo elevata’.

C’è poi tutto il capitolo dedicato alle modalità di pesca. Sappiamo veramente cosa si nasconde dietro una scatoletta di tonno, un trancio di quello che troviamo al banco del pesce o di quello che mangiamo nei ristoranti giapponesi?

“Le specie di tonno rappresentano il 20% del valore di tutta la pesca di cattura marina e oltre l’8% di tutti i frutti di mare commercializzati a livello globale.
Nel 2017, tra le sette principali specie di tonno, si stima che il 33,3% degli stock fosse pescato a livelli biologicamente insostenibili”, spiega l’Onu.

Oltre che un elevato impatto ambientale, dietro la pesca si nascondono storie di uccisioni crudeli di tonni inseguiti con potenti sonar, sterminati durante il periodo riproduttivo o ancora catturati e poi messi all’ingrasso in gabbie di 80 metri. Una pratica che è purtroppo legale e va ad alimentare il mercato sempre più fiorente del tonno rosso, che più pesa e meglio viene pagato. In Giappone, ad esempio, un tonno rosso può arrivare ad essere battuto per oltre un milione di euro.

Come dicevamo, mangiare pesce ha un forte impatto nell’ambiente, ma se proprio non riuscite a rinunciare a consumarlo c’è un’apposita guida (che anche un’app) utile a scegliere cosa acquistare con maggiore consapevolezza, per maggiori informazioni clicca qui

Fonte: ONU

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

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